Turbolenze finanziarie per Volga-Dnepr

Diverse testate internazionali, tra le quali Cargo Forwarder, riferiscono che il gruppo russo Volga-Dnepr si troverebbe in una situazione di difficoltà finanziaria, la cui natura ed entità non sono però note, anche per via del riserbo mantenuto dal management del gruppo, che sul punto è rimasto vago. “Le negoziazioni con i creditori sono all’ordine del giorno, nell’ambito degli accordi” è stato infatti il laconico commento ufficiale rilasciato alla testata.

Secondo Ulnovosti.ru, un evidente segnale di sofferenza sarebbe stato il mancato pagamento dei salari relativi al mese di settembre a circa 1.000 dipendenti della sede centrale di Ulyanovsk, notizia che però è stata smentita a Cargo Forwarder dallo stesso operatore. La testata russa riferiva inoltre che Volga Dnepr sarebbe indebitata per circa 100 milioni di dollari.

Cargo Forwarder ha provato a ragionare sulle cause della sofferenza della compagnia, individuandole in tre fattori principali. Il primo sarebbero le sanzioni imposte dall’Unione Europea e dalla NATO alla Russia, che avrebbero indotto Putin a premere per la fuoriuscita di Volga-Dnepr dal programma SALIS (Strategic Airlift International Solution) dell’alleanza atlantica – nell’ambito del quale la compagnia russa forniva capacità di trasporto, in particolare per carichi eccezionali – facendo così venir meno una sua importante fonte di ricavi. Ma ci sarebbe anche lo scontro con Antonov relativamente alle attività di manutenzione sugli An-124 (che il produttore ucraino rivendicava per sé solo), culminato con la messa sotto sequestro di 5 velivoli di questo tipo operati da Volga Dnepr,. Ultimo elemento di difficoltà individuato da Cargo Fowarder sarebbe la decisione di internalizzare le attività di brokeraggio del noleggio di mezzi, presa dal gruppo e poi rimangiata lo scorso luglio, e che ha portato nel frattempo a un azzeramento dei vertici aziendali.

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