Polemiche sul trasporto aereo di arance fra Italia e Cina

Il trasporto aereo di prodotti ortofrutticoli fra Sicilia e Cina è stato nei giorni scorsi al centro di accese polemiche politiche, in concomitanza con il primo carico di arance arrivate in Estremo Oriente dopo gli accordi firmati dal Governo lo scorso novembre. La Cina è il terzo produttore mondiale di arance ma ne importa comunque circa 1 milione di tonnellate ogni anno.

La polemica è stata sollevata da Repubblica che, in un articolo firmato dal suo inviato a Pechino Filippo Santelli, in pratica sostiene come non sia praticabile la modalità di trasporto aereo della frutta dall’isola al Dragone per questioni di convenienza economica. Nell’articolo di Repubblica si sostiene che già dal 2016 i produttori italiani possano esportare le arance in Cina via nave e a costo inferiore anche se, rispetto al trasporto aereo, il transit time è notevolmente maggiore e quindi il prodotto non si può definire appena raccolto. L’assunto è che spedire le arance via aereo costerebbe troppo e non sarebbe conveniente.

La spedizione via aerea “costa quanto il valore della merce”, che quindi raddoppierebbe il suo prezzo, spiega salvo Laudani, direttore marketing di Oranfrizer, primaria azienda catanese esportatrice di frutta. Già oggi, con il trasporto via nave, un cofanetto con quattro frutti viene venduto a 4 euro, se fosse spedito con l’aereo arriverebbe a costare almeno 2 euro in più al chilogrammo.

Non ha tardato ad arrivare la replica di chi invece crede nella rotta aerea Italia-Cina per il trasporto di frutta. Su La Sicilia viene sostenuta la tesi contraria e richiamato l’esempio della azienda Pannitteri associata al Distretto Agrumi di Sicilia e alla rete d’imprese People of Sicily, che ha da poco chiuso l’accordo con Alibaba per l’export delle arance rosse. “Arance che viaggeranno proprio in aereo” afferma Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, commentando proprio le notizie apparse su organi di stampa e relative a un trasporto degli agrumi unicamente marittimo.

“Il trasporto via aereo è stato reso possibile proprio dall’integrazione all’accordo sull’export Italia-Cina a cui hanno lavorato con dedizione sia il ministero dello Sviluppo Economico, con il vice premier Luigi Di Maio, sia il Mipaaft e la Regione Siciliana. Ed è un’opzione concreta che può consentire alle nostre arance di essere apprezzate dai consumatori cinesi nel pieno della loro freschezza” ha detto Argentati. “Ogni imprenditore è libero di organizzare la propria spedizione con i mezzi che ritiene più opportuni e secondo i propri calcoli economici, ma non è il caso di fare strumentalizzazioni per finalità che non appartengono al commercio. Il distretto si è sempre battuto per promuovere l’opportunità di esportare i nostri agrumi in Cina, sia via nave sia via aereo, convinto che quest’ultima opportunità offra delle chances ulteriori».