Trasporti e spedizioni aeree rientrano fra le attività essenziali

Domani mattina il mondo dei trasporti e della logistica dovrà e potrà andare a lavorare oppure no? Il trasporto delle merci è considerato un’attività essenziale? Dopo il discorso di ieri sera del premier Giuseppe Conte alla nazione, nel quale è stata annunciata una nuova stretta alle misure finalizzate a contenere il contagio del Coronavirus, molti stakeholder di settore si sono posti questa domanda alla quale sembra essere arrivata finalmente una risposta.

Allegata all’ultima bozza di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) che entrerà in vigore domani, lunedì 23 marzo, c’è una lista precisa di attività considerate essenziali e indicate con il relativo codice Ateco. Fra queste figurano anche il Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte (Codice Ateco 49), il Trasporto marittimo e per vie d’acqua (50), il Trasporto aereo (51), il Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti (52) e infine Servizi postali e attività di corriere (53). Dunque praticamente tutto il comparto della logistica merci può operare regolarmente.

Nell’elenco definitivo allegato al Dpcm figurano anche attività come il noleggio di autovetture (77.11), noleggio di autocarri e altri veicoli pesanti (77.12), noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale (77.34.00), noleggio di mezzi di trasporto aereo (77.35.00), noleggio di container per diverse modalità di trasporto (77.39.92).

Nella notte Confetra (la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica) aveva prontamente spedito una lettera al premier Conte in cui il presidente Guido Nicolini ha scritto: “Interrompere una filiera di consegna e spedizioni, nel settore logistico e del trasporto merci, non è oggettivamente un processo realizzabile in poche ore. Ci sono camion, tir, treni merci, in viaggio da venerdì verso le imprese produttrici del nostro Paese. Ci sono navi che tra oggi e domani attraccheranno nei porti italiani e il carico deve per forza arrivare a destinazione. […] Dietro ognuna di queste operazioni ci sono poi aspetti documentali (dalle polizze assicurative internazionali ai diritti doganali) che non possono essere ‘spente’ come tirar giù la saracinesca di un negozio”.

Confetra aveva dunque chiesto al Governo, attraverso il Ministero dei trasporti, un’integrazione al Dpcm che prevedesse il tempo necessario per concludere in maniera ordinata il ciclo operativo logistico delle fabbriche laddove in corso. L’appello è stato recepito da palazzo Chigi che ha inserito tutte le attività di logistica e spedizione merci fra quelle essenziali e che quindi possono continuare a operare anche dopo l’entrata in vigore del nuovo Dpcm.

Silvia Moretto, vicepresidente vicario di Confetra e presidente di Fedespedi, ha dichiarato: “Il Governo sta mostrando grande sensibilità alle istanze del settore logistico. La triangolazione con Mit, Mise e Palazzo Chigi sta producendo ottimi provvedimenti. Vale per l’esenzione Iva e per il differimento dei diritti doganali, art 61 e 92 del decreto Cura Italia, e ora per mettere in sicurezza trasporto merci e logistica rispetto a questa legittima ma dolorosa ulteriore stretta alla nostra produzione industriale nazionale”.

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