Tempi ancora lunghi per il ritorno in cielo della capacità belly cargo

New British Airways Boeing 787-8 Arriving from the Boeing Factory in Seattle to London Heathrow. Taken: 29th September 2017 Picture by: Stuart Bailey

La data del possibile ritorno alla normalità del traffico aereo è oggetto delle previsioni di vari soggetti e osservatori, nel complesso non molto ottimistiche. Lloyd’s Loading List ha raccolto pochi giorni fa le opinioni al riguardo del vice presidente marketing di Boeing, Darren Huls, il quale ha parlato di un ritorno ai livelli pre-Covid stimato  “verso la fine del 2023 o l’inizio del 2024”, con tempi più lunghi di ripresa per il traffico passeggeri intercontinentale – e cioè la principale fonte di capacità di stiva per le spedizioni merci.

A vedere ancora più nero è però il responsabile traffico aereo della casa di spedizioni statunitense Flexport, Neel Jones Shah, il quale non ha indicato una data per il ritorno ai traffici pre-Covid perché convinto che la normalità sia ormai persa per sempre. “Se parli con gli amministratori delegati delle più grandi compagnie aeree, ti diranno che la crisi pandemica ha cambiato in modo strutturale per sempre il loro business” ha dichiarato alla testata britannica.

Secondo Jones Shah, in futuro i network intercontinentali dei voli passeggeri saranno “più piccoli”, basati su aerei di più piccole dimensioni e con minori frequenze e quindi i vettori faranno maggior affidamento sulle alleanze con altri operatori. In questo scenario le reazioni e la domanda del consumatore restano un’incognita, ma quel che appare certo all’operatore è che la capacità cargo belly resterà contratta per i prossimi 24 mesi. Per questo motivi gli aerei freighter resteranno centrali, tanto che la stessa Flexport ha detto di avere “pesantemente investito” in questi asset, anche se parallelamente continuerà ad acquistare spazio in stiva su aerei passeggeri e in cabina sui cosiddetti preighter. Riguardo però quest’ultimo tipo di offerta, il responsabile di Flexport ha però evidenziato come si tratti di voli e servizi meno efficienti dal punto di vista delle tempistiche nonché da quello economico. In particolare con il prezzo del petrolio più alto, il break even per questo tipo di voli si ottiene con noli di circa 10-11 dollari/kg, motivo per cui Neel Jones Shah ha concluso dicendo di non essere certo che questi voli saranno ancora operati nell’estate del 2022.

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