Spedizioni aeree alle prese con scarsa capacità belly cargo

Fra gli effetti immediati ed evidenti che la pandemia di Covid-19 ha avuto sul trasporto aereo di merci c’è anche la drastica riduzione della capacità di stiva offerta dagli aerei passeggeri. Un effetto che, a quanto pare, è destinato a durare ancora per parecchio tempo. Questo aspetto è stato affrontato durante il Forum di esperti che Bcube Air Cargo ha organizzato recentemente attraverso un webinar cui hanno preso parte i maggiori esponenti del comparto a livello nazionale.

Secondo molti degli addetti ai lavori intervenuti, la capacità belly cargo richiederà molto tempo prima di tornare ai livelli pre-Covid, anche 24 mesi per alcuni. Fino a quando il quadro sanitario di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio non è migliorato in maniera significativa, gli equipaggi degli aerei passeggeri di molte compagnie si sono rifiutati di viaggiare verso l’Italia rendendo impossibile la riattivazione dei voli (anche per trasportare solo merce). A partire da questo mese di luglio lo scenario sta lentamente migliorando e un numero crescente di collegamenti viene riattivato, o è in programma che questo avvenga, ma le notizie che arrivano da Nord e Sud America lasciano intendere chiaramente che il superamento dell’emergenza Coronavirus richiederà ancora parecchio tempo e per questo i voli passeggeri intercontinentali da e per il nostro Paese non potranno a lungo garantire l’offerta di stiva esistente fino allo scorso febbraio.

Questo chiaramente sta già avendo e avrà un impatto diretto sul livello medio delle tariffe di nolo per le spedizioni aeree di merci che si trovano a dover fare i conti con frequenze dei voli minori e costi maggiori. Spesso per le merci in import o in export dall’Italia è stato necessario far transitare il carico dagli aeroporti del Centro e Nord Europa.

Alcuni spedizionieri nei mesi di lockdown hanno però saputo offrire al mercato innovative soluzioni di trasporto combinato che sfruttavano il trasporto aereo e marittimo o ferroviario. Proprio quest’ultimo, ovviamente per quanto riguarda il trade Asia – Europa, sta lentamente ritagliandosi uno spazio nel mercato, essendo il treno economicamente più competitivo dell’aereo, e potendo garantire transit-time al massimo di 20 giorni. Va detto però che, secondo i professionisti che hanno preso parte al Forum di esperti organizzato da Bcube Air Cargo, in prospettiva il rischio che il treno possa erodere quote di mercato significative al trasporto aereo delle merci si ritiene sia limitato a pochi prodotti o spedizioni. Tutto ciò che ha elevato valore, urgenza di consegna o è deperibile quando possibile darà la precedenza alla via aerea.

Parlando di capacità belly cargo va infine sottolineato che sia Alitalia che Neos, i due principali vettori aerei italiani, negli ultimi giorni hanno reso noto di aver convertito due propri aerei passeggeri a full-cargo compensando almeno in parte la minore offerta di stiva conseguente al blocco dei voli passeggeri avvenuta con il Covid e che solo lentamente tornerà a una nuova normalità. Lo stesso hanno fatto altre compagnie estere mitigando così gli effetti della perdita di voli passeggeri.

A proposito di questo nuovo contesto di mercato in continua evoluzione, Filippo Capogreco, chief operating officer di Bcube Air Cargo, ha spiegato che il gruppo piemontese si è concentrato negli ultimi mesi sulle attività a sostegno della continuità operativa e competitiva del settore. “Nel corso degli anni Bcube ha dimostrato grandi capacità di innovazione per affrontare le sfide e i cambiamenti richiesti dal mercato del cargo aereo. Anche nell’attuale situazione di emergenza abbiamo lavorato per mettere a punto procedure e servizi ad hoc per la migliore gestione delle attività contingenti“ ha affermato Capogreco. “Abbiamo in particolare sviluppato – ha infine aggiunto – forti competenze nella gestione dei voli all cargo operati con macchine passeggeri, sia widebody (es. B787 o A350) sia narrowbody (es. A320). Si tratta di un’autentica novità nel nostro business e siamo entusiasti di poter supportare al meglio i vettori aerei clienti che hanno deciso o decideranno nel prossimo futuro di attivare tali nuovi collegamenti utilizzando aerei passeggeri che altrimenti rimarrebbero fermi”.

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