Situazione ancora “fuori controllo” alla cargo city di Malpensa per gli allagamenti

Photo credit: La Prealpina

Gli strascichi dell’acquazzone che lo scorso 16 settembre ha colpito il Varesotto, provocando allagamenti che hanno rallentato l’attività di Malpensa, ancora non si sono esauriti. Secondo la casa di spedizioni Barbarini & Foglia la situazione sarebbe infatti ancora “fuori controllo” nei due principali magazzini dello scalo, ovvero quelli gestiti da Alha e da BCube. Il danneggiamento di alcune aree ha fatto sì che nelle sue strutture si sia accumulata più merce di quella che può essere movimentata, e la situazione si è aggravata con lo stop alle attività che si è avuto con lo sciopero dello scorso 24 settembre.

La direzione di Alha, riferisce ancora Barbarini & Foglia, “ha informato che il proprio staff integrato a Malpensa per l’occasione da 31 nuove unità – sta lavorando incessantemente per smaltire le giacenze accumulate”. Ad avere complicato la situazione sarebbe stata in particolare l’assenza di corrente elettrica, ripristinata dalle “squadre di intervento del gestore aeroportuale” solo nel pomeriggio di venerdì la corrente elettrica e in “maniera non stabile”, cosa che avrebbe portato a interruzioni a singhiozzo nei tre giorni successivi.  abbiamo registrato interruzioni a singhiozzo per i successivi 3 giorni. Alha avrebbe anche spiegato di essere al lavoro “24 ore su 24 per spuntare la merce, sebbene presenti tre/quattro giorni di ritardo su spunte”, ma anche che al momento non vi siano “problemi per l’accettazione delle distinte”.

“Leggermente migliore” invece la situazione di BCube-Malpensa dove, secondo quanto riferito sempre dalla casa di spedizioni, “le file per caricare la merce in uscita sono di circa 5 ore, mentre l’accettazione della distinta è di un’ora. La spunta viene fatta in un giorno circa”.

Nei giorni scorsi Alsea e Anama hanno scritto a Sea, società di gestione degli scali milanesi, perché appronti un piano di manutenzione della cargo city di Malpensa. “Ci sono interventi a uffici, spazi comuni, magazzini, piazzale e dotazioni che non possono più essere posticipati e che sono necessari e indispensabili per la funzionalità dell’aeroporto”, hanno evidenziato le due associazioni di categoria, che rappresentano rispettivamente gli agenti aerei merci e gli spedizionieri e trasportatori lombardi. Più nel concreto Alsea e Anama hanno chiesto a Sea di “non aspettare l’approvazione del Masterplan2035, ma di prevedere con urgenza un piano di interventi di manutenzione da realizzarsi il prima possibile, per preservare la centralità di Malpensa come primo scalo cargo italiano”.

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