Sciopero contro gli esuberi di Air France – Klm in Italia

Lo scorso 25 febbraio si sono fermati per quattro ore, dalle 10 alle 14, i lavoratori italiani di Air France – Klm. La protesta è andata in scena dopo che, all’inizio di gennaio, il gruppo franco-olandese aveva aperto una procedura di licenziamento collettivo per 48 addetti, sui 182 complessivi che costituiscono la sua forza lavoro in Italia.

La procedura, riferiscono le testate toscane, ha raggiuto anche l’ufficio dedicato al traffico merci di n avviate a gennaio da Air France-Klm hanno ora raggiunto anche i lavoratori del settore merci di Prato. Secondo quanto riportato da alcune testate della zona, sarebbero 4 (su un totale di 5) I lavoratori dichiarati in esubero nell’ufficio cargo di Klm della città toscana, mentre a Peretola, dove ha sede Air France, gli esuberi sarebbero 3 su 5. Filt Cgil-Fit Cisl-UilTrasporti Toscana hanno descritto il processo di riorganizzazione come “incomprensibile dal punto di vista dei risultati e sconsiderato dal punto di vista del momento storico in cui si sta sviluppando” e hanno invocato anche un intervento delle amministrazioni locali, che a loro avviso devono diventare “parte attiva nella difesa di posti di lavoro che rappresentano professionalità, prospettiva ed anche potenzialità di sviluppo per tutto il tessuto produttivo della nostra Regione”.

Nel frattempo, secondo quanto riferito dal quotidiano economico francese Les Echos e rilanciato in Italia dal Corriere della Sera, Air France-Klm starebbe per varare un aumento di capitale, il secondo in meno di due anni, con lo scopo di restituire i prestiti pubblici ricevuti per far fronte all’emergenza Covid e quindi essere libera di poter compiere acquisizioni nel mercato europeo (forse proprio in quello italiano). I soci in particolare avrebbero raggiunto un accordo per iniettare nella società fino a 4 miliardi di euro.

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