Schiphol snobba Alibaba e punta sul pharma

L’e-commerce non è tutto uguale, e l’aeroporto di Amsterdam ha deciso che nel futuro si concentrerà solo sui segmenti più redditizi del commercio elettronico, in particolare quello costituito dai prodotti farmaceutici.

La ‘mission’ dello scalo e la sua strategia di sviluppo per i prossimi anni sono state illustrate in un’intervista al sito Cargo Forwarder da Bart Pouwels, responsabile della divisione cargo di Amsterdam Schiphol. Da tempo – ha spiegato il manager – l’aeroporto olandese deve far convivere le sue ambizioni di crescita con la scarsità di slot disponibili. Nel 2008 gli stakeholder hanno fissato come limite massimo il numero di 500mila movimenti/anno, traguardo però che è stato già raggiunto nel 2017. Da quella data il management dello scalo ha deciso di puntare sull’efficientamento delle operazioni, anziché su un puro incremento dei volumi. E quindi, ha riassunto Pouwels, seppur nello scalo sono oggi attivi corrieri espresso come DHL e Fedex, “non abbiamo steso tappeti rossi per attirare Alibaba” e in generale lo scalo non è interessato a integratori che gestiscono la supply chain “dalla A alla Z” senza portare valore aggiunto.

Secondo il manager, quelli dell’operatore cinese sono infatti prodotti dal “valore scarso, dove contano i volumi”. E quindi – si chiede – “chi è in grado di guadagnare in questa situazione? Ricevi una moltitudine di pacchi, che richiedono ispezioni extra”. La catena “è così frammentata da non rendere possibile nessun guadagno. Quello che mi interessa è l’e-commerce su cui posso fare soldi, come il settore farmaceutico” ha concluso Pouwels, in passato a capo della divisione Life Sciences del Benelux per DHL Pharma.

Nel concreto, Schiphol ha dunque tracciato un business plan per potenziare questo segmento di attività e al contempo ha deciso di puntare sullo sviluppo di un programma, realizzato in collaborazione con AF-KLM Cargo e con la Holland Flower Alliance, per il trasporto di fiori, con l’obiettivo di trasformare lo scalo in un hub globale per questa merce.

Più in generale Pouwels ha anche spiegato che l’infrastruttura di Schiphol, con le sue limitazioni, consente di gestire al massimo due milioni di tonnellate di merce l’anno, ma che è possibile un incremento di questo valore a patto di lavorare sull’efficientamento dei processi, ad esempio con l’introduzione di programmi di data sharing per la gestione ottimizzata degli spazi e dei flussi.

Leggi l’intervista completa su Cargo Forwarder

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