Schiavoni (Freschi & Schiavoni): “Un futuro ancora tutto da scrivere per il cargo a Malpensa”

Da alcuni mesi ha ripreso quota, su iniziativa di Sea – Aeroporto di Milano, il progetto di realizzare a Malpensa un polo di seconda linea dedicato al trasporto merci e destinato a società di spedizioni e di logistica. Un’area che dovrebbe sorgere subito alle spalle della Cargo City dove già operano in particolare i corrieri espresso e gli handler aeroportuali e che, secondo le intenzioni, mira ad attirare le altre aziende del comparto che lavorano con l’aeroporto varesotto.

AIR CARGO ITALY ha chiesto a Betty Schiavoni,  direttore commerciale di Freschi&Schiavoni nonché presidente di Alsea (Associazione lombarda spedizionieri e trasportatori), se e come effettivamente questo progetto potrà decollare e, soprattutto, a quali condizioni.

La Freschi & Schiavoni è una family-company che opera da più di cinquanta anni nel trasporto su gomma di merci import ed export destinate o provenienti da aeroporti italiani ed europei. La sede principale è situata a Vignate (a est di Milano) e altre filiali sorgono a Liscate, Bologna, Firenze, centri di raccolta a Venezia, Roma e Verona e uffici presso l’ aeroporto di Malpensa. Tra i servizi offerti da Freschi&Schiavoni ci sono trasporti di linea, servizi di ritiri e consegne, servizi di trasporto espressi e dedicati, movimentazione merce, controlli di sicurezza con Raggi X in conformità  al Reg. UE 185/2010, assistenza doganale con certificazione AEO, gestione documenti di trasporto per merce industriale, via mare e via aerea import/export, servizi personalizzati per compagnie aeree e NVOCC.


Sig.ra Schiavoni è pronta a scommettere sul successo del polo cargo di seconda linea a Malpensa? 

“Seguo da vicino questo progetto e posso evidenziare che è interessante, se guardiamo al futuro sicuramente necessario. Ma  se non ci sono delle certezze sul  corridoio  doganale e una tariffa competitiva sull’affitto dei terreni (tenuto conto che parliamo di aree in subconcessione) potrebbe far fatica a decollare. Sea – Aeroporti di Milano vuole infatti che le aziende costruiscano i propri magazzini su terreni in subconcessione, dove la concessione della stessa Sea scade nel 2040, e ciò significa costruire un magazzino con garanzie solo per 20 anni. Secondo aspetto: è indispensabile che l’Agenzia delle Dogane attivi un corridoio doganale con la cargo city dell’aeroporto.”

Molte aziende dovrebbero trasferirsi da est a ovest di Milano: sarebbe così complicato?

“Sicuramente Malpensa avrà uno sviluppo nel cargo ma dipende da come andrà l’economia, dalle condizioni offerte e dalla convenienza o meno per le società del comparto. Bisogna tener conto che i margini di redditività per tutta la filiera si stanno assottigliando e non bisogna dimenticare che ancora oggi il 60% degli spedizionieri  sono ubicati a est di Milano. Molti hanno fatto investimenti immobiliari in questa zona anche per un discorso logistico poiché Malpensa è molto a nord e manca ancora il completamento della Pedemontana che potrebbe rappresentare una svolta per la viabilità sulla direttrice verso Malpensa.”

Il progetto a chi si rivolge in concreto?

“Al momento sicuramente ai grandi player, ma anche a quegli spedizionieri che avendo principalmente attività via aerea, potrebbero essere interessati ad avere uno spazio per le loro merci direttamente a Malpensa.”

Veniamo alla vostra società: è possibile definire il magazzino di Freschi&Schiavoni a Vignate un piccolo aeroporto servito via terra?

“Sì è corretto, la nostra società offre servizi di magazzinaggio, trasporti, sicurezza, pesatura Solas e altro per conto di compagnie aeree in primis. L’azienda è nata facendo questo lavoro 55 anni fa avviando un modello chiamato off-airport che ancora non esisteva. Nemmeno la Iata regolava il road feeder service. Abbiamo iniziato con SwissAir e successivamente con Lufthansa; negli anni abbiamo progressivamente lavorato sempre più anche con Korean Air e Singapore Airlines. Abbiamo iniziato con clienti con cui ancora oggi il rapporto prosegue a distanza di 40 anni.”

Con quali aeroporti italiane e stranieri operate prevalentemente?

“Freschi&Schiavoni lavora principalmente con Malpensa e con gli aeroporti delle compagnie aeree con cui abbiamo accordi: quindi Svizzera, Germania, Benelux e Francia in Europa. Oltre alle compagnie aeree citate lavoriamo anche con Singapore Airlines, AirBridgeCargo, Tap, South Africa, Silkway e altre ancora oltre che e poi altre compagnie aeree rappresentate in Italia dai Gsa (Generale Sales Agent). In Italia Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio sono le regione che nel trasporto via aerea tirano di più.

Le compagnie aeree europee non fanno arrivare i propri aerei cargo negli aeroporti italiani perché hanno i propri hub a distanza di poche centinaia di kilometri e non conviene tenuto conto anche che le tariffe aeree in Italia sembrano essere più basse rispetto a Paesi come la Germania o il Benelux, e dunque meno remunerative per coprire tutti i costi previsti. Dunque servono il nostro paese con il servizio cosiddetto aviocamionato e il nostro magazzino rappresenta un piccolo aeroporto collegato via terra con hub principale della compagnia in Europa. C’è dsa rilevare però che, con l’arrivo negli ultimi anni a Malpensa di tutte le compagnie aeree mediorientali, Air Bridge e Cargolux, l’aviocamionato si è ridotto molto a favore di Malpensa e non è più così destabilizzante per i nostri aeroporti italiani come qualcuno continua a sostenere.”

In concreto agli spedizionieri che servizi fornite per i trasporti aerei?

“Ci sono spedizionieri che terziarizzano le loro attività di magazzino oltre che di trasporto, pertanto effettuiamo tutte quelle attività operative, di accettazione, paletizzazione, sicurezza, consegne e ritiri, oltre che predisporre la documentazione necessaria all’inoltro negli aeroporti.”

Il trasporto aereo sta rosicchiando quote di mercato alle altre modalità?

“Con i processi di cost review che molte aziende sono state costrette ad avviare negli ultimi tempi ho visto molta merce di alto valore optare anche per il trasporto via mare e non solo quello aereo come tradizionalmente avveniva. Però per certi traffici l’aereo rimane la modalità più richiesta in special modo per gli spedizionieri di Milano.”

Freschi&Schiavoni ha nuovi investimenti in cantiere?

“Ogni anno facciamo nuovi investimenti per rimanere attrattivi e innovativi. Nel 2017 abbiamo realizzato a Vignate un impianto per la merce a temperatura controllata installando delle celle che possono contenere 200 europallet perishable (divisi tra  pharma e food) e siamo alla fase finale per la compliance GDP e CEIV. Molte compagnie aeree ci richiedono espressamente di guardare con molta attenzione agli special cargo quindi dobbiamo essere sempre molto attivi per rimanere su questo mercato. L’anno prossimo, oltre a una nuova macchina per avere pesi e misure certificate, investiremo molto in IT e infine acquisteremo più furgoni e motrici per trasportare merce deperibile oltre che a iniziare la certificazione TAPA per gli automezzi, mentre il nostro magazzino di Vignate e già certificato TAPA. Si parla di investimenti da circa 300mila euro ogni anno.”

Quanti volumi di merce movimentate annualmente?

“Circa 130 milioni di kilogrammi di merce ogni anno, la maggior parte in esportazione e soprattutto attraverso l’aeroporto di Malpensa che in Italia vede transitare oltre il 50% dei prodotti che viaggiano via aerea.”

Nicola Capuzzo