Scarsa capacità e alta domanda sui voli cargo con la Cina

Come già previsto, le misure messe in atto per contrastare il diffondersi del nuovo coronavirus avranno  un impatto diretto anche sulle rate di nolo dei voli in entrata e in uscita dalla Cina.

Secondo AirCargoNews il taglio dei collegamenti aerei verso il paese (inclusa Hong Kong) si è già infatti tradotto in una carenza di capacità, che si aggraverà non appena i centri produttivi del paese riprenderanno le attività al termine delle festività per il Capodanno. Joe Cipolla, senior director dell’area airfreight di Crane Worldwide Logistics interpellato dalla testata, ha notato che, per quel che riguarda in particolare i voli in ingresso nel paese, bisogna poi aggiungere il fatto che una quota dello spazio in stiva è occupato da presidi medici come mascherine, prodotti igienizzanti e così via in ingresso nel paese. E che di conseguenza le prenotazioni per carichi in questa direzione possono prevedere dai quattro ai sette giorni di attesa. Per le connessioni in outbound, come detto, il problema invece sarà maggiore alla ripresa dell’attività delle fabbriche e potrà calare solo con la riattivazione dei voli passeggeri che metteranno a disposizione capacità belly.

Nel complesso una valutazione condivisa anche dalla casa di spedizioni DSV, che in una nota ha detto di aspettarsi “scarsa capacità e noli più elevati” a partire dalla settimana numero 7 dell’anno.

“Sulla base degli annunci governativi – ha dichiarato – ci aspettiamo un aumento significativo delle spedizioni dopo il 10 febbraio o comunque quando sarà nuovamente possibile caricare merce”.

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