SAVE pronta a fare un’offerta per l’aeroporto di Trieste

Save è sempre più interessata ad acquisire il 55% dell’Aeroporto di Trieste. Secondo quanto risulta a MF-Dowjones, la società presieduta da Enrico Marchi sta valutando con molta attenzione il bando pubblicato a dicembre per vendere la maggioranza della società di gestione dello scalo giuliano. Rispetto al primo tentativo di vendita dello scorso aprile, questa volta i criteri con cui è stato stilato il bando sembrano essere molto più in linea con i desiderata di Save. Il termine ultimo per presentare le offerte è stato fissato per venerdì prossimo e il perfezionamento del trasferimento delle azioni dovrebbe avvenire entro marzo. Il percorso porterà all’individuazione di un partner industriale che affiancherà il socio unico (Regione Friuli Venezia Giulia) nella gestione e nello sviluppo di Trieste Airport. In base alla valutazione espressa dall’advisor indipendente Kpmg, la base d’asta è stata fissata in 32,5 milioni di euro.
Nel dettaglio, il bando prevede che il nuovo socio dovrà dimostrare di avere una serie di requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa per poter acquisire il 55%. In particolare, l’azionista entrante dovrà dimostrare di aver gestito nel triennio 2015/2017, aeroporti con un work load unit medio (unità di carico corrispondente a un passeggero o un quintale di merce) superiore ai 10 milioni. Inoltre, gli investitori dovranno impegnarsi a migliorare le previsioni del piano industriale 2018/2023 della società in termini di incremento di passeggeri, miglioramento dell’ebitda e sostegno a un piano di investimenti stimato in circa 30 milioni.

Sotto il profilo della governance, il futuro socio potrà nominare l’amministratore delegato e i due terzi del Cda. Il Gruppo save gestisce già, oltre all’aeroporto di Venezia, anche gli scali di Verona e di Brescia.

Nel nuovo bando per Trieste non è stata inserita l’opzione di acquisto di ulteriori partecipazioni. Tra i soggetti interessati potrebbe esserci anche F2i che copre quasi il 40% del traffico aeroportuale in Italia con il controllo degli scali di Torino, Napoli, una quota di Bologna e la gestione di Milano Malpensa e Linate.