Rischi politici ed energetici preoccupano l’aviazione nel 2023

Nuove preoccupazioni si stanno facendo strada nel settore dell’aviazione, secondo l’ultimo Allianz Risk Barometer, classifica annuale sulla percezione del rischio di impresa realizzata dalla compagnia assicurativa Allianz Global Corporate & Specialty sulla base delle risposte 2.712 esperti di 94 paesi.

Per il secondo anno consecutivo, il report riscontra a livello generalizzato forti timori tra le aziende rispetto all’ insorgere di rischi informatici e di interruzioni di attività, anche per problemi nella supply chain, a cui si sono aggiunte paure più recenti legate all’imminente recessione e alla crisi energetica, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, nonché rispetto a quella che l’analisi ha chiamato la ‘permacrisi’, derivante dalle conseguenze della pandemia e dall’impatto economico e politico della guerra in Ucraina.

Il settore ‘Aviazione, aerospazio e difesa’ è tra quelli dove più si stanno facendo largo paure nuove. Tra queste innanzitutto quella relativa al sorgere di crisi politiche ed episodi di violenza, avvertita dal 34% del campione (per il comparto composto da 67 rispondenti), così come quella riguardante crisi energetiche (31%). Cala invece il timore per il cyber risk (indicato dal 30% del campione), mentre subito sotto si affacciano le ‘nuove’ preoccupazioni per variazioni nel sistema legislativo e regolatorio (27%) e per la carenza di manodopera qualificata (21%).

La percezione del rischio di impresa sta però mutando anche nel settore di logistica e trasporti. Nel comparto, sono i cambiamenti macro-economici a destare il timore più diffuso (27% del campione, composto in questo caso da 64 intervistati). Tra i timori più diffusi seguono quelli derivanti da cambiamenti nello scenario legislativo e regolamentare (in ascesa, indicato dal 22% del totale), pari merito con i rischi informatici e con il tema nuovo della crisi energetica, intesa come fonte di carenze o interruzioni nelle forniture o di fluttuazione dei prezzi. Scende, rispetto alla rilevazione precedente, il peso dato alle possibili interruzioni di attività, percepite come un rischio reale dal 23% degli intervistati.

L’analisi offre anche uno spaccato specificamente dedicato all’Italia. Anche qui – in linea con le tendenze globali – cyber risk e interruzioni delle attività (per problemi di approvvigionamento e non solo) sono in cima alle preoccupazioni dei manager (indicati come risposte rispettivamente dal 47% e dal 37% degli interpellati, in questo caso 38 tra manager, amministratori delegati, broker assicurativi e altro ancora del settore), ma al terzo posto dell’elenco compare ora il ‘nuovo’ tema della crisi energetica (32% di risposte), seguito da quello dei cambiamenti macro-economici (programmi di austerity, inflazione), climatici e del quadro normativo e regolamentare. Altri rischi – come quelli che derivanti da catastrofi, incendi, rischi politici – sono invece ‘sentiti’ da meno del 20% del campione.

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