Ricavi in aumento e volumi in calo nel mercato italiano consegne pacchi

Il mercato italiano della consegna pacchi alla fine del primo semestre 2022 risultava dominato, dal punto di vista dei ricavi, da Brt (con il 18,1%, in crescita di 0,4 punti percentuali sulla prima metà del 2021) e da Amazon Italia Transport (pure con una quota del 18,1%, ma in progressione di 1,2 punti percentuali). Non troppo distanziati gli altri operatori: la lista vede infatti al terzo posto Poste Italiane (15,8%, in calo di 1,9 p.p.), seguita da Dhl (13,3%, in aumento di 0,5 p.p.), quindi da Ups (13,2%, -0,6 p.p.), Gls (12,9%, -0,4 p.p.) e Tnt Fedex (8,6%, in crescita di 0,8 punti). Lo evidenzia l’ultimo report dell’Osservatorio sulle comunicazioni dell’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni)
Rispetto all’inizio dell’anno, spiccano soprattutto la crescita di Brt (in grado di raggiungere in cima alla classifica Amazon, che sei mesi prima era invece unica al comando) e il calo di Poste, che dal secondo scende al terzo posto tra gli operatori per fette di mercato.
Nell’insieme, il comparto risulta in miglioramento dal punto di vista economico, con ricavi in aumento dell’1,9% rispetto a quelli del primo semestre 2021. Più nel dettaglio le consegne pacchi nazionali raggiungono un giro d’affari di 2.045 milioni (da 2.034), mentre quelle internazionali toccano i 921 milioni (da 875). Calano però (-2,4%) nel complesso i volumi: in particolare, scendono a 401 milioni gli invii nazionali (dai 413 del primo semestre 2021), mentre quelli internazionali restano stabili (a 60 milioni).

Da rilevare infine l’inversione di tendenza (e quindi il recupero) dei ricavi unitari, che da anni risultavano in calo. In media per un invio gli operatori negli ultimi 12 mesi hanno infatti ottenuto 6,52 euro (contro i 6,20 di un anno prima). In aumento risultano sia i valori generati in media dai pacchi nazionali (5,19 euro, contro i precedenti 4,98), sia quelli da invii internazionali (che passano da 14,88 a 15,45 euro).

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