Record di merci spedite via aerea nel 2017: saranno 59,9 milioni di tonnellate secondo IATA

Profitti e traffico ancora in crescita per l’industria del trasporto aereo internazionale. Nel 2018 gli utili del settore dovrebbero compiere un ulteriore balzo a quota 38,4 miliardi di dollari rispetto ai 34,5 miliardi attesi nel 2017, in rialzo rispetto alla stima di giugno che indicava 31,4 miliardi. La previsione è stata diffusa dalla Iata, l’associazione internazionale del trasporto aereo, nel suo approfondimento intitolato Industry Economic Performance.

Nel prossimo esercizio, è attesa una leggera flessione dei margini operativi a 8,1%, rispetto a 8,3% del 2017, mentre si prevede un miglioramento dei margini netti a 4,7% da 4,6% del 2017, con un aumento dei ricavi a 824 miliardi, +9,45 sui 754 miliardi del 2017.
Cresce il numero dei passeggeri a 4,3 miliardi, con un aumento del 6% rispetto a 4,1 miliardi del 2017. Anche il cargo è previsto in aumento con 62,5 milioni di tonnellate trasportate (+4,5% rispetto a 59,9 milioni di tonnellate nel 2017). Rallenta, però, la crescita della domanda sia per passeggeri che merci: rispettivamente +6.0% nel 2018 (+7.5% in 2017) e +4,5% ( +9.3% in 2017). Nel complesso, sottolinea la Iata, la forte domanda, l’efficienza e la ridotta spesa per interessi aiuteranno le compagnia a migliorare la redditività netta nel 2018 nonostante i costi crescenti. Il 2018 è previsto essere il quarto anno consecutivo di profitti sostenibili con un ritorno sul capitale investito (9,4%) che supera il costo medio del capitale (7,4%).
“Questi – dichiara il direttore generale e ceo della Iata Alexandre de Juniac – sono tempi buoni per l’industria globale del trasporto aereo. La performance della sicurezza è solida. Abbiamo una chiara strategia che sta portando risultati sull’impatto ambientale. Sempre più persone stanno viaggiando. La domanda di cargo è ai suoi livelli più alti nell’arco di un decennio. Cresce l’occupazione. Nuove rotte saranno aperte. Le compagnie stanno raggiungendo livelli sostenibili di profittabilità. Rimane ancora, tuttavia, un business difficile, e siamo chiamati alla sfida sul fronte dei costi con spese crescenti per carburante, lavoro e infrastrutture”.

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