Rebaudo (SW Italia) tratta due aerei e rivela il piano per Alitalia Cargo

Francesco Rebaudo

Vizzola Ticino (Varese) – La compagnia aerea Sw Italia si prepara a ricevere in flotta un paio di aerei merci e studia il dossier Alitalia limitatamente alle attività cargo. A rivelarlo a AIR CARGO ITALY è Francesco Rebaudo, amministratore delegato del vettore italiano nato nel gennaio del 2015 su impulso di Ignazio Coraci e dalla compagnia azera Silk Way Airlines. Inizialmente la joint venture vedeva gli interessi europei al 53% e il partner asiatico al 43% ma da fine 2017 tutto il controllo della società è passato nelle mani dell’italiano (ma di stanza a Londra) Coraci.

“Sono stati quattro anni d’attività molto positivi” dice Rebaudo, ricordando che “fino a fine 2018 Sw Italia ha operato con due aerei  Boeing 747 Freighter in leasing ma per uno dei due si è proceduto al phase out. Da inizio 2019, dunque, stiamo operando con un solo aeromobile ma il mercato ci chiede di avere una flotta almeno di due aerei e per questo siamo in negoziazione per uno, forse due, ulteriori aeromobili B747-800 in grado ciascuno di garantire un payload da 150 tonnellate di carico”.

Sw Italia fino al 2017 aveva operato per conto di Qatar Airways in virtù di un contratto di lungo termine mentre nel 2018 i suoi due aerei erano impiegati, sempre con accordi di lunga durata, con Silkway West e con Sto Express. “Quest’ultimo è uno dei primi gruppi cinesi attivi nella distribuzione parcel cinese e per suo conto operiamo un collegamento trisettimanale tra Malpensa, Baku e Hong Kong. Si parla di almeno 100 tonnellate di merce e-commerce ogni viaggio” prosegue spiegando l’amministratore delegato di Sw Italia. Fino ai primi mesi del 2018 questo traffico passava dall’aeroporto di Brescia che, sempre secondo Rebaudo, ha un posizionamento geografico eccezionale per la distribuzione logistica delle merci”. Nonostante ciò fatica a rilanciarsi lo scalo lombardo.

“In Italia – aggiunge ancora – i mercato per le spedizioni aree c’è, si parla ogni anno di almeno 600.000 tonnellate fra import ed export grazie soprattutto al fatto che siamo il secondo paese manifatturiero a livello continentale. Bisognerebbe scommettere di più, però, sull’e-commerce migliorando le infrastrutture per agevolare l’export e al tempo stesso rendere il più possibile fluide, con il contributo anche delle Dogane, le importazioni”. Nel business della distribuzione al servizio del commercio elettronico, infatti, “il fattore chiave è la rapidità del servizio offerto” sottolinea.

A proposito infine delle indiscrezioni di stampa che davano Sw Italia fra i soggetti interessati ad Alitalia, Rebaudo conferma queste notizie dicendo: “Stiamo guardando alla compagnia aerea per un progetto dedicato all’attività cargo con un piano inizialmente quadriennale. Abbiamo già avuto contatti con l’advisor Mediobanca e personalmente sono in ottimi rapporti con Gianfranco Battisti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato. È paradossale che un mercato importante come l’Italia non abbia un vettore aereo di bandiera dedicato al cargo”.

Il ricordo dell’esperto manager, che in passato è stato anche pilota di aerei, non può che tornare all’esperienza della compagnia Cargoitalia (liquidata a fine 2011), alla nascita di Cargolux Italia nel 2008 (Rebaudo fu tra i fondatori), così come all’avvio delle attività in anni più recenti di Sw Italia.

“Molti spedizionieri italiani chiedono di poter avere un vettore nazionale forte nel trasporto merci e sarebbero disposti a pagare un centesimo in più per ogni kilogrammo di merce pur di lavorare con un vettore come era Cargoitalia” sostiene ancora il numero uno di Sw Italia.

Che si spinge anche a ipotizzare quali potrebbero essere le rotte servite da questa nuova ipotetica compagnia all-cargo nazionale: “Una rotta dovrebbe collegare l’Italia con Hong Kong; un’altra dovrebbe raggiungere la Cina, da servire con contratti di lungo termine con soggetti come Sto Express, Alibaba e altri; poi ancora scommetterei su un paese come il Vietnam che, secondo il mio punto di vista, avrà da guadagnare dalla guerra dei dazi fra Cina e Stati Uniti, così come lo stesso discorso vale per paesi limitrofi come Cambogia, Laos e Tailandia. Ci sarebbe poi il Nord America che varrebbe sicuramente la pena di servire per i volumi da trasportare ma non per i ritorni attesi come noli aerei dal momento che la capacità su quella rotta è piuttosto elevata”. Rebaudo lascia anche intendere che in questo progetto ci sarebbe spazio per “interessanti sinergie con Poste Italiane” che, oltre a controllare Mistral Air, da oltre un anno è diventata il partner distributivo di Amazon per il mercato italiano.

Nicola Capuzzo

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI AIR CARGO ITALY