“Quello che la logistica pharma chiede agli aeroporti italiani”

In questa fase storica “sta emergendo con forza il ruolo sempre più centrale dell’aeroporto nella logistica farmaceutica”. Lo ha affermato Fabrizio Iacobacci, presidente di Pharmacom Italia nonché vertice del pharma business di BCube, nel corso del convegno ‘Dall’emergenza all’innovazione: il mondo (ri)scopre la centralità della logistica healthcare’, organizzato dall’Osservatorio Contract Logistics Gino Marchet del Politecnico di Milano.

“L’Italia produce farmaci e li esporta. Negli scali arriva materia prima e parte il prodotto finito o semilavorato.” ha ricordato Iacobacci, evidenziando come gli aeroporti rappresentino spesso “il primo punto specializzato della filiera”. Molti prodotti speciali – tra questi in primis appunto il pharma – secondo il presidente di Pharmacom Italia “chiedono ora non solo di ridurre i tempi di movimentazione della merce ma anche di diminuire il numero di interventi della catena logistica, di semplificarla ancora di più. Per farlo c’è bisogno di una forte specializzazione”.

Iacobacci nel suo intervento ha trattato anche il tema di strettissima attualità della logistica dei vaccini, che come noto in parte arrivano o arriveranno per via aerea, affermando anche in questo caso la forte necessità di specializzazione e qualità nell’attività distributiva.

“Fondamentale – ha detto – nel rapporto tra produzione e logistica è la qualificazione del fornitore”. Nel caso dei vaccini, ha aggiunto, “noi sappiamo che esistono delle linee guida identificate nelle Gdp (Good Distribution Practices). Queste rappresentano un punto di riferimento chiave, sono i requisiti tecnici che vengono applicati nei Quality Management System di coloro che offrono servizi di logistica alla produzione farmaceutica”.
Si tratta, ha ricordato, di regole tecniche che oggi non hanno un riconoscimento normativo: in sostanza i fornitori operano tutti in linea ma su base volontaria, la filiera cioè si allinea ‘naturalmente'”. Con questi criteri, che ad esempio stabiliscono le necessità di sistemi di back up e ridondanza, “non viene lasciato spazio al rischio”.

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