Posticipati di altri due mesi i nuovi controlli radiometrici all’import

Dopo il rinvio dello scorso aprile e in vista dell’imminente scadenza fissata al 30 settembre prossimo, è stata nuovamente posticipata l’entrata in vigore della nuova normativa relativa ai controlli radiometrici sulle merci in import in Italia che estenderebbe l’assoggettamento ai controlli a circa “il 70-80% delle merci” in arrivo (secondo stime di Confetra). Altri due mesi di ‘ossigeno’ per gli spedizionieri e gli importatori grazie al fatto che all’articolo 4 comma 3 del decreto legge ‘bollette’ appena approvato dal Consiglio dei Ministri è stato inserito la seguente dicitura: “All’articolo 72, comma 4, primo periodo, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n.101, le parole ’30 settembre 2021′ sono sostituite dalle seguenti: 30 novembre 2021”.

Il rischio di un deciso aumento delle criticità nei controlli alle merci in ingresso in Italia è dunque sventato ma solo per un altro periodo di tempo limitato, due mesi, mentre prosegue la mancata volontà da parte del Governo di affrontare nel merito la materia.

Cinque mesi fa, in occasione della precedente proroga, la federazione nazionale degli spedizionieri Fedespedi aveva accolto la notizia della nuova scadenza per la modifica dei controlli radiometrici dicendo: “Tale proroga dà ai Ministeri ed enti competenti in materia – oltre al Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambiente, del Lavoro, della Salute, sentiti l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare – cinque mesi di tempo per definire l’elenco dei prodotti che dovranno essere sottoposi ai controlli radiometrici in sede di sdoganamento”. Un lasso di tempo che si è rivelato evidentemente insufficiente per risolvere definitivamente la questione da arte degli organi competenti.

Ora ci sono 60 giorni di tempo prima della prossima proroga o dell’azione di Governo mirata a prendere una decisione sulla materia e scongiurare quella che gli speidizionieri definiscono una potenziale “tempesta perfetta che si abbatterebbe su porti e aeroporti italiani”.

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