Più treno e meno aereo per la frutta italiana destinata all’Asia

Le restrizioni provocate dalla pandemia di Covid-19 hanno portato molti caricatori a rivalutare il trasporto ferroviario come modalità per poter mettere in collegamento Asia ed Europa. Tra questi anche alcuni operatori italiani del settore ortofrutticolo, che si sono espressi a favore del ‘ferro’ anche in un recente webinar organizzato da myfruit.TV dal titolo “Logistica e nuovi mercati: come cambia l’import-export dell’ortofrutta in Italia”.

Convinta della bontà della scelta ferroviaria per l’export di frutta in Asia si è detta ad esempio Simona Rubbi, responsabile legislazione e progettazione Cso (Centro Servizi Ortofrutticoli) Italy, per la quale l’unica incognita è rappresentata dall’embargo russo, anche se – ha aggiunto – “come Cso Italy stiamo lavorando a livello ministeriale ed europeo per risolvere la questione”.
Marco Rivoira, executive manager dell’omonimo gruppo, ha voluto però ricordare come l’opzione preferibile vari in funzione del prodotto esportato, e a questo scopo ha citato le mele come esempio di merce per la quale ” una settimana in più o in meno di viaggio, di fatto, a livello qualitativo non cambia nulla” e che quindi può invece sfruttare meglio i vantaggi del trasporto marittimo (come mostrato anche recentemente dal caso delle mele Marlene arrivate in Thailandia tramite una nave portacontainer).

A favore dell’opzione treno per i viaggi verso oriente si è espressa Valentina Mellano, amministratore delegato di Nord Ovest, che ha ricordato come durante l’emergenza sanitaria sia stata spesso proprio la ferrovia a far muovere le merci, anche se – ha aggiunto – il “trasporto marittimo resta più competitivo”.

Decisamente ai margini del dibattito è rimasto il trasporto aereo, del quale gli operatori che hanno partecipato al dibattito hanno ricordato soprattutto i transit time più brevi ma anche i costi troppo elevati.

Leggi il resoconto del webinar sul sito di MyFruit.Tv

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