Per aggirare Suez Maersk sta valutando anche le rotte aeree

Circumnavigare l’Africa, doppiando il Capo di Buona Speranza, ma anche servirsi di rotte aeree per carichi particolarmente ‘time-sensitive’. Sono le due opzioni che Maersk ha ammesso di star considerando per poter gestire le spedizioni dall’Asia se il Canale di Suez continuerà a restare fuori uso.
Come noto la via, per cui passa circa il 12% del commercio mondiale, è bloccata da ieri dopo che la nave Ever Given si è arenata trasversalmente rendendo impossibili i transiti e finora i tentativi di liberarla sono stati vani.
“Nessuna decisione concreta è stata ancora presa” ha aggiunto Maersk, prima compagnia marittima al mondo nel traffico containerizzato. “Dipenderà da quanto il canale resterà impraticabile”.
Al momento risulta difficile fare previsioni sulla durata di questo stop, che sta aggiungendo un nuovo fortissimo elemento di stress a una supply chain già messa a dura prova dalla pandemia.
Secondo quanto comunicato da Peter Berdowski – numero uno di Boskalis, gruppo che controlla la società Smit Salvage impegnata nelle operazioni di disincaglio – potrebbero volerci anche settimane per liberare il canale. Berdowski ha spiegato che l’operazione passerà attraverso lo sfruttamento del prossimo rialzo della marea e l’alleggerimento della nave, congiuntamente all’azione dei rimorchiatori e a un dragaggio del fondale attorno allo scafo, tutte azioni che lasciano presupporre che la ‘liberazione’ del canale non potrà avvenire a breve.

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