Musarella (XPH): “Crescita estera e un magazzino a Malpensa nei piani futuri”

Giuseppe Musarella

La società milanese di handling aeroportuale XPH (Xpress Hanlding) si prepara ad ampliare la propria presenza sul mercato internazionale e confida di riuscire a ottenere nel giro di pochi anni un proprio magazzino di nuova realizzazione presso la cargo city di Malpensa. I piani futuri dell’azienda li rivela direttamente il presidente Giuseppe Domizio Musarella in questa intervista a AIR CARGO ITALY.

Sig. Musarella partiamo dalle origini: dove nasce la storia imprenditoriale di Xph?

“Tutto ebbe inizio con attività complementari a quelle che l’azienda svolge attualmente, perché Xph nasce originariamente come autotrasportatore, poi divenne Gsa di Alitalia presso l’aeroporto calabrese di Reggio Calabria e successivamente anche handler presso lo stesso scalo.

In seguito alla liberalizzazione del mercato nel 1999 Xph fu il primo handler a essere certificato all’aeroporto di Reggio Calabria e a seguire presero forma nuove aperture presso gli scali di Milano (prima a Malpensa e poi a Linate), Roma, Venezia e Napoli.”

Ora da quanti scali è composto il network del gruppo?

“Oggi Xph è presente praticamente in tutti gli aeroporti nazionali che si occupano di cargo, quindi Milano Malpensa, Milano Linate, Venezia, Bologna, Roma Fiumicino, Bari, Brindisi, Cagliari, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Palermo e Catania. In Europa l’azienda è presente anche in Polonia, in Albania, in Spagna e a Malta. Il network di Xph è in grado di dare supporto al sevizio import ed export cargo su gommato. Noi possiamo assistere vettori off-line su più di 16 stazioni aeroportuali e in tutte è possibile avere assistenza doganale e gestire tutta la messaggistica Sita standard Iata grazie al sistema Cargospot.

In concreto quali servizi offrite alle compagnie aeree?

Xph è specializzata nei servizi di handling di rampa negli aeroporti e, grazie al modello di business e al network sviluppato sul territorio, è in grado di offrire soluzioni specifiche a tutte le esigenze per la movimentazione delle merci, con particolare attenzione ai prodotti specifici quali espressi, special cargo e DGR. Negli aeroporti minori l’azienda opera in collaborazione con i gestori locali.

Perché una compagnia aerea dovrebbe scegliere Xph?

La convenienza per il vettore aereo è quella di poter contare sulle stesse procedure e gli stessi standard in vari aeroporti affidandosi a un unico fornitore. Il nostro valore aggiunto è quello di gestire direttamente magazzini interni agli aeroporti e, insieme al supporto di un fondo d’investimento maltese, intendiamo sviluppare ulteriormente il network europeo con 2,5 milioni di euro d’investimento già programmati.

La strategia di cercare di instaurare partnership con i vettori si è rivelata vincente e oggi possiamo annoverare collaborazioni con le seguenti compagnie aeree: Air Malta, Alitalia, American Airlines, Air Italy (l’ultima delle nostre acquisizioni), Royal Maroc, Mistral Air (Poste Italiane), Tap, Air Serbia, Turkish Airlines, Air France Klm, Tunisair, Air Serbia, Blue Air e Leisure Cargo.

Cosa prevede la vostra strategia di crescita all’estero?

Le due linee d’indirizzo per il futuro sono: consolidamento del mercato domestico e internazionalizzazione.

Dopo avere di fatto saturato il network italiano (sono rimasti fuori dalla nostra rete solo gli scali di Genova, Torino, Trieste e Firenze), Xph dal 2017 ha iniziato a sviluppare anche piattaforme all’estero (Malta, Tirana in Albania e Malaga in Spagna) e nel 2020 prevediamo nuove apertura nella penisola iberica. In Polonia, poi, abbiamo investito nello scalo di Lublino che si trova al confine con Bielorussia e Ucraina perché lì c’è la più grossa piattaforma logistica di Agusta Westland. Il 2019, infine, dovrebbe essere l’anno anche del nostro ingresso a Londra e a Kiev.

In Italia che progetti avete?

“Siamo in trattativa con Sea per avere nuovi spazi a Malpensa, dove attualmente operiamo presso la cargo city in virtù di un accordo con Wfs. Il nostro obiettivo è quello di disporre di un magazzino da 5.000 metri quadrati ma difficilmente potremo averlo prima del 2020. L’investimento previsto in questo caso sarebbe tra 1 e 1,5 milioni di euro.”

Nicola Capuzzo