Minenna: “Possibile ridurre del 20% il costo degli adempimeti doganali”

Cogliere la Brexit come un’opportunità per semplificare le procedure e arrivare a ridurre del 20% i costi di adempimento doganale per le imprese italiane.
L’idea è stata lanciata da Marcello Minenna sulle pagine del Sole24Ore in un articolo in cui il Direttore Generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli ha fatto prima di tutto il punto sulle contromisure messe in atto dall’Italia per gestire le conseguenze della fuoriuscita della Gran Bretagna dalla Ue.
Innanzitutto l’avvio della “dogana a chilometro zero”, ovvero la possibilità data a tutte le imprese manufatturiere che esportano nel Regno Unito di “adempiere alle formalità doganali presso l’ufficio più vicino o addirittura presso i propri stabilimenti”.
Una iniziativa, resa possibile tramite la circolare 49/2020, che si è accompagnata a una standardizzazione dei processi, ottenuta tra le altre cose dalla firma di protocolli di intesa con le autorità portuali, enti nei quali secondo Minenna si assisteva a “una certa eterogeneità” tra le procedure operative, frutto anche di “consuetudini consolidate nelle differenti realtà territoriali”.
Minenna ha anche parlato dei vantaggi per le imprese che potrebbero seguire dalle semplificazioni (inclusa la digitalizzazione delle procedure) e dalla facoltà data alle stesse Agenzia di poter istituire delle zone franche, stimandoli in una riduzione del 20% dei costi di adempimento doganali.
Un risultato che avrebbe anche lo scopo di evitare la ‘fuga’ delle merci (per l’espletamento delle attività doganali per l’esportazione verso il Regno Unito) in paesi come il Belgio o la Francia, che in vista della Brexit avevano ideato corridoi logistici semplificati.
Minenna, spiegando i contenuti della circolare 49/2020 (per autorizzare ad esempio siti produttivi come luoghi in cui espletare le formalità relative all’export), ha evidenziato che il sopralluogo da parte degli uffici competenti possa pure in modalità semplificata, ovvero “da remoto”, mentre per evitare il pagamento dei dazi (come previsto dall’accordo Ue-Uk provvisorio in vigore fino al prossimo 28 febbraio) la stessa circolare prevede la compilazione di un modello di dichiarazione dell’origine (o che sia dimostrata la provenienza comunitaria della merce da parte dell’importatore).

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