Masterplan 2035 Malpensa: meno volumi ma più voli cargo nell’ultimo aggiornamento

La richiesta di ulteriori approfondimenti pervenuta lo scorso giugno per il Masterplan 2035 di Malpensa nell’ambito della procedura Via ha portato tra le altre cose ad aggiornare le previsioni di sviluppo del traffico dello scalo per i prossimi anni in modo da tenere conto dell'”effetto Covid”.

Nella documentazione integrativa pubblicata nei giorni scorsi sul sito del Ministero della Transizione Ecologica – in cui peraltro si sostiene che per l’espansione del cargo l’ipotesi migliore sia quella iniziale, che prevede un allargamento a sud in aree attualmente extra sedime – un’ampia parte è dedicata proprio alle nuove stime di sviluppo delle attività merci a seguito dell’emergenza sanitaria.

In sintesi, rispetto alle previsioni iniziali, lo studio prevede per il 2035 quella che descrive come “una modesta diminuzione del volume annuo di merci”, che tuttavia anche in uno scenario base (cioè non il migliore né il peggiore) sarebbe pari a 1.096.110 tonnellate (contro le 1.187.243 del primo Masterplan). Il cosiddetto worst case scenario prevede invece ora volumi per 964.577 tonnellate (a fronte delle 1.032.805 di quelle del piano originale), mentre l’ipotesi migliore considera ora traffici per 1.227.643 tonnellate (erano 1.408.371 inizialmente).

Il calo si accompagnerebbe tuttavia a un incremento più sostenuto del numero dei voli merci, per effetto in particolare della componente courier, caratterizzata dall’impiego di velivoli di minori dimensioni e capacità di carico rispetto ai general cargo. Nel dettaglio si tratterebbe secondo lo studio quasi di un raddoppio per ognuno degli scenari considerati, che, va evidenziato, verrebbe anche affiancato da un declino dei voli passeggeri (e dal venire meno della relativa capacità belly cargo).

Queste considerazioni hanno anche portato gli estensori dello studio a riconsiderare il fabbisogno di aree di sosta per aeromobili cargo, oggi gestiti a Malpensa nella cosiddetta area 800 (la 700 è invece caratterizzata da un utilizzo misto, passeggeri e cargo), attualmente dotata di 7 stand per aeromobili di codice F ICAO (ovvero con apertura alare tra i 65 e gli 80 metri e distanza esterna tra i carrelli principali tra i 14 e i 16 metri). La valutazione, si legge nel documento, ha tenuto conto in particolare del traffico dei primi mesi del 2021 “considerando che i dati del 2020 riflettono la non ordinarietà dell’anno”. Tuttavia nell’analisi si è anche considerato che “i dati registrati nel 2020 possano anticipare un trend atteso negli anni futuri, poiché il mercato delle spedizioni aeree di merci si orienta sempre più verso modalità di trasporto a elevata frequenza, efficienza ed affidabilità, con un miglioramento delle informazioni e delle tecnologie a supporto della movimentazione”.

Considerati dunque solo i movimenti all cargo (courier e general cargo), l’analisi fissa queste previsioni:

Anno 2021 – domanda di “punta tipica”: 16 stand totali, di cui 13 per aeromobili di codice D, E e F (i più ampi) e 3 per aeromobili di codice fino al C (apertura alare tra 24 e 36 metri e distanza esterna tra i carrelli principali tra i 6 ei 9 metri)

Anno 2025 – domanda di “punta tipica”: 15 stand totali, di cui 12 per aeromobili di codice D, E e F, e 3 per aeromobili di codice fino al C.

Anno 2030 – domanda di “punta tipica”: 18 stand totali, di cui 14 per aeromobili di codice D, E e F, e 4 per aeromobili di codice fino al C

Anno 2035 – domanda di “punta tipica”: 18 stand totali, di cui 14 per aeromobili di codice D, E e F, e 4 per aeromobili di codice fino al C.

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