Logistica e cooperative: ‘commissariata’ Ceva Logistics

La Procura e il tribunale di Milano intervengono a gamba tesa nelle questioni che riguardano le cooperative di lavoratori attivi nei magazzini (materia che interessa da vicino anche la cargo city di Malpensa) e prende una decisione che sembra un monito per molte altre aziende  del settore. È stata infatti posta in amministrazione giudiziaria Ceva Logistics, operatore logistico di primissimo piano indirettamente (quantomeno fino a ieri) coinvolto nel maxi fallimento della cooperativa Premium Net che le forniva il personale addetto alle attività di facchinaggio e movimentazione emrce nei propri magazzini.

Lo rivela l’edizione milanese del Corriere della Sera spiegando che, ordinando l’amministrazione giudiziaria, il Tribunale di fatto ha assunto il controllo societario tramite un proprio nominato amministratore.

Nel provvedimento si parla di “un carosello di società cooperative per occultare un regime di sopraffazione retributivo” ai danni di “lavoratori costretti a ritmi gravosi, straordinari imposti sotto continua minaccia di licenziamento, omesso versamento di contributi, retribuzione difforme dalle ore davvero lavorate (anche 11 al giorno)”.

Il Corriere spiega che l’amministrazione giudiziaria è una “misura di prevenzione” (fuori dal circuito penale) che il Tribunale può adottare quando abbia “sufficienti indizi” per ritenere che il libero esercizio di un’attività d’impresa agevoli colposamente un reato, come in questo caso l’intermediazione illecita e lo sfruttamento di manodopera.

Nel 2016 Premium Net ha fatturato a Ceva 26 milioni di euro, nel 2017 oltre 47 milioni. E i magistrati elencano gli elementi dai quali traggono la convinzione che Ceva fosse “consapevole che Premium Net offriva ai propri clienti prezzi molto al di sotto di quelli necessari a coprire soltanto i costi diretti delle stesse commesse, risultando quindi ‘obbligata’ ad abbassare i ‘costi reali’ della componente lavoro molto al di sotto di quella scaturente dalla corretta applicazione del contratto collettivo nazionale”.

Che da parte di Ceva vi sia stata “assenza di necessaria vigilanza” o “atteggiamento di condivisione o quantomeno di quiescenza a una situazione pacificamente preventivata”, comunque questo far finta di niente è stato molto profittevole ad avviso dei magistrati, che calcolano come la corretta applicazione delle norme avrebbe fatto addebitare 22 milioni di costi in più ai clienti di Premium Net, specie per le commesse svolte nei confronti di Ceva, oltre al mancato guadagno. Ora il Tribunale ‘dentro’ l’azienda opererà “affinché il sottile e a volte compresso binario di perseguimento del legittimo profitto nella legalità del lavoro non venga alterato univocamente a favore del profitto aziendale con la conseguente rilevante compressione della dignità dei lavoratori”.

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[AGGIORNAMENTO – 16/5/2019]

L’operatore logistico, nel frattempo acquisito dalla compagnia di navigazione francese CMA CGM, in una nota ha scritto: “In data 13 Maggio 2019, la Sezione Autonoma Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano ha notificato a CEVA Logistics Italia Srl, divisione Contract Logistics, un provvedimento di prevenzione con applicazione della misura ell’amministrazione giudiziaria (art.34, D.Lvo 159/2011) in relazione alle recenti vicende giudiziarie che hanno riguardato il Consorzio Premium Net. La misura, di durata e finalità limitate, riguarda unicamente i contratti passivi di manodopera nelle attività di contract logistics. Tale provvedimento contribuirà a preservare gli interessi di Ceva Logistics Italia, che è tra le società che in passato hanno lavorato con Premium Net. Ceva Logistics Italia ha cessato ogni rapporto commerciale con Premium Net dall’agosto 2018”.

L’azienda infine specifica di aver collaborato pienamente con le autorità competenti per tutta la durata delle misure. “Le attività commerciali e operative di Ceva Logistics Italia non sono impattate dalla misura” si legge in una nota, che conclude dicendo: “L’azienda continuerà ad offrire ai propri clienti i migliori servizi”.