Lo stop a Nippon Cargo Airlines mette in apprensione spedizionieri e imprese italiane

Lo stop imposto alla flotta di aerei di Nippon Cargo Airlines sta già facendo registrare i suoi effetti sul mercato con un’evidente contrazione dell’offerta di stiva disponibile e un conseguente aumento repentino e particolarmente accentuato delle tariffe sulle rotte fra Italia e Giappone. 

AIR CARGO ITALY ha chiesto ad alcune primarie case di spedizione come stanno affrontando questa improvvisa criticità e quali ripercussioni si aspettano sull’operatività delle spedizioni aeree di merci da e per l’Italia.

Biagio Bruni, presidente e fondatore di Jas, si esprime sulla questione dicendo che “il problema di Nippon Cargo Airlines ancora non sappiamo quanto profondo e quanto serio sia. Magari hanno trovato qualche danno strutturale a qualche aereo o magari è una questione finanziaria ma questo noi non lo sappiamo. Sta di fatto che l’unico vettore diretto sul Giappone oltre a loro è Cargolux con i suoi 3 voli alla settimana”. Bruni dice l’effetto immediato è “una settimana da dimenticare dove le tariffe chiaramente sono schizzate per chi vuole far viaggiare la merce con i voli diretti. Poi vedremo dalla prossima settimana cosa succederà e prenderemo delle decisioni sul da farsi. Come Jas siamo il cliente numero uno di Cargolux e abbiamo già i nostri spazi comprati in anticipo per tutto l’anno, quindi possiamo contare sui nostri spazi con tariffe già accordate. È chiaro che se dovessimo dare del carico in più da spedire Cargolux ci risponderebbe che la tariffa oggi è diversa”. Attualmente le tariffe ‘all in’ si attestano abbondantemente sopra i 2 euro per kilogrammo per il Giappone per le tariffe extra-allocation.

Il fondatore di Jas si augura che gli aerei del vettore all-cargo giapponese già dalla prossima settimana “riprendano a volare, magari in modo diverso; anziché fare una triangolazione con un collegamento diretto, magari anziché fare 7 giorni alla settimana ne faranno solo 4 ma l’improntante è che riprendano la loro attività. Altrimenti davvero sulla rotta verso il Giappone tutto il mercato sarà in salita”.

Marina Marzani, airfreight procurement manager di Italsempione nonché presidente dell’associazione Anama, sembra più pessimista sulla possibilità che gli aerei Nca torni a volare nel giro di pochi giorni: “Le voci che si sentono sono molteplici, tra le quali anche il fatto che il fermo potrebbe durare a lungo e che la questione non possa risolversi entro i 10 giorni inizialmente preventivati dal vettore stesso. Quel che è certo è che ci sono già state delle ripercussioni in termini tariffarie (alcuni vettori hanno alzato le tariffe per il Giappone fino al 70’%) perché ovviamente è in atto una corsa per accaparrarsi gli spazi disponibili con le altre compagnie”.

Marzani precisa inoltre che la flotta di Nippon Cargo Airlines “è formata da circa 20 aeromobili cargo B747-400/800, quindi la capacità che offre al mercato è davvero parecchia e difficilmente potrà essere rimpiazzata da altri vettori con un preavviso così minimo”. La previsione della presidente di Anama è dunque che “le ripercussioni saranno piuttosto pesanti soprattutto in termini tariffari oltre che di spazi in stiva”.

Concorda con questa visione anche Simone Ghelardini, air corporate director di Savino Del Bene, secondo il qualelo stop ai voli Nippon Cargo è un grosso problema per il mercato italiano dal momento che garantivano 7 voli alla settimana full cargo, anche se non tutta la capacità era dall’Italia perché gli aeromobili arrivano da Amsterdam parzialmente carichi per il Giappone. La Nippon Cargo  controlla il 40% del mercato italiano in export, questo descrive le grosse ripercussioni per il mercato italiano”.

Così come Jas, anche Savino Del Bene può contare su spazi prenotati con altre compagnie aeree con voli passeggeri. “Per fortuna le nostre spedizioni sono al 90% contenente fashion e non richiedono un aeromobile cargo” spiega Ghelardini, che infine aggiunge: “Il problema ora è la forte riduzione di capacità perché tutte le compagnie che operano per la destinazione Giappone o hanno chiuso i voli per overbooking oppure accettano spedizioni solo con tariffa express, come è avvenuto nell’inverno scorso per gli Stati Uniti”. 

Nicola Capuzzo