L’export italiano di castagne penalizzato dai prezzi del trasporto aereo

La tariffe di trasporto aereo dall’Italia verso il Nord America stanno impattando negativamente sulla redditività di chi deve esportare o importare il prodotto. Il tema è stato sollevato da Maria Conte, titolare della società Four Cees basata a Union (nel New Jersey) in un’intervista pubblicata sul portale online Fresh Plaza.

In una stagione contraddistinta da condizioni di coltivazione molto buone che hanno consentito ai fornitori di avere un buon raccolto da spedire ai mercati di tutto il mondo, l’importatrice statunitense ha sottolineato che una delle maggiori sfide per i fornitori di castagne è stato il costoso trasporto aereo. “L’aumento del costo del trasporto aereo è iniziato nella seconda settimana di novembre e da allora è rimasto alto” ha spiegato Conte. “Anche se copriamo la richiesta impostando i nostri piani di volo all’inizio di ottobre, per novembre e dicembre, il tentativo di ottenere ulteriori scorte può essere ostacolato perché le compagnie aeree rifiutano le castagne per altri prodotti che pagherebbero il triplo della nostra tariffa o peserebbero di meno”.

Il vertice di Four Cees ha poi affermato che “l’aumento dei costi del trasporto aereo nel mese di novembre ha avuto ripercussioni su molti prodotti freschi, incluso il radicchio. La disponibilità del trasporto aereo è migliorata, ora, ma la tariffa è ancora molto alta”.

Per quest’anno, comunque, il problema ormai è alle spalle perché Maria Conte, spiega che “in Europa la stagione delle castagne continuerà fino a febbraio” ma “a metà dicembre, smettiamo di spedirle quindi non dovremo più preoccuparci di eventuali ritardi nelle spedizioni dovuti alle compagnie aeree”.

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