Le raccomandazioni di Iata per le spedizioni aeree del vaccino anti-Covid

Nelle stesse ore in cui Moderna ha annunciato con un comunicato stampa che anche il suo vaccino anti-Covid ha un’efficacia elevata (ovvero del 94,5%), Iata ha diffuso una Guidance con raccomandazioni rivolte a governi e operatori della supply chain per predisporre la distribuzione del preparato a livello globale.

Il documento è stato elaborato con la collaborazione di diversi soggetti tra cui Icao (Organizzazione internazionale dell’aviazione civile), Fiata (la Federazione internazionale delle associazioni degli spedizionieri), IFPMA (Federazione internazionale dei produttori e delle associazioni farmaceutich), PAHO (Pan American Health Organization), l’autorità per l’aviazione civile del Regno Unito, la Banca Mondiale, l’Organizzazione mondiale delle Dogane e il WTO.
Si tratta di un testo (scaricabile gratuitamente, previa registrazione) oggi nella sua prima release, ma che l’associazione si propone di rivedere periodicamente. Nel documento si affrontano vari temi cruciali per la distribuzione del preparato, non solo di ordine pratico come la disponibilità di strutture per la conservazione a temperatura controllata ma anche in merito alla definizione di ruolo e responsabilità degli attori che potrebbero essere coinvolti.

Il ‘manuale’ è articolato in tre capitoli, il primo dei quali dedicato a Vincoli, presupposti e rischi. Riguardo il primo punto vengono elencati tutte le limitazioni e le sfide, delle fasi di produzione, trasporto e distribuzione, da quelle relative alla catena del freddo alla disponibilità di sistemi IT integrati, alla logistica ‘associata’, che include la gestione delle fiale vuote e dei dispositivi medico-sanitari per gli operatori che lo dovranno somministrare. Il testo prosegue con un elenco di informazioni note e che ad oggi costituiscono degli assunti, come il fatto che le case farmaceutiche saranno in grado di produrre vaccini in quantità sufficienti a soddisfare il fabbisogno mondiale o che gli enti regolatori saranno in grado di rilasciare autorizzazioni in tempi rapidi. I rischi sono infine suddivisi tra operativi (voli cancellati, scarsità di stiva disponibile, e così via), legati alle caratteristiche del prodotto (assenza di stabilità, scarsità di materie prime, …), ‘umani’ (poca disponibilità di manodopera), informativi (assenza di istruzioni per l’handling, …) o esecutivi (blocchi burocratici, impossibilità di ricevere un arrivo di merce, …).

Nel secondo capitolo, dedicato al Coinvolgimento e collaborazione Iata ha evidenziato il ruolo di tutte le organizzazioni partner, riferendo degli sforzi e dei progetti messi in campo da ognuna finora. La terza parte della Guidance tratta invece della Preparazione del comparto delle spedizioni aeree, e punta l’attenzione in particolare sul problema della capacità di stiva, con alcune raccomandazioni per poterla tenere su livelli elevati. Altri temi su cui si sofferma Iata sono la disponibilità di infrastrutture e di equipment, in quest’ultimo paragrafo passando in rassegna il ruolo di diversi tipi di unità di carico (ULD), dai ramp cool dollies all’equipment ‘passivo’. Ulteriori punti affrontati nell’ultima parte sono quelli relativi al passaggio delle frontiere, alla gestione della sicurezza (in termini di safety e di security) e alla sostenibilità dell’intera supply chain.

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