Le quattro richieste di Nicolini (Confetra) per la logistica italiana

Guido Nicolini

Di seguito riportiamo alcuni stralci della relazione del presidente di Confetra, Guido Nicolini, in occasione dell’assemblea pubblica annuale Agorà 2020

 

“L’Italia, su troppi indicatori macroeconomici qualificanti, era già prima del Covid, purtroppo, fanalino di coda in Europa, tra i grandi Paesi dell’Unione, nel G7 e nel G20”.

“Nel secondo trimestre dell’anno, il più drammatico, il PIL è crollato del 12,4% in Italia, del 13,8 in Francia, del 18,5 in Spagna, del 20,4 nel Regno Unito. La nostra economia, complessivamente, ha retto meglio il colpo”.

“I 100 miliardi messi in campo dal Governo con i Decreti Legge Cura Italia, Rilancio e Agosto, hanno certamente tamponato una situazione non semplicemente difficile, ma grave e drammatica.

Con un grande limite. Enorme. I tempi di implementazione e attuazione di tali misure che – anche quando giuste e sostenute dalle parti sociali – sono “atterrate” sull’economia reale in tempi troppo lunghi e con meccanismi il più delle volte burocratici e farraginosi”.

“Al Paese non basterà fare uno sforzo immane per tornare ai livelli pre–Covid, perché essi erano già livelli di crisi e sostanziale stagnazione. Il Paese deve sfruttare tale drammatica fase storica per riprogettarsi integralmente. Gli oltre 200 miliardi del Recovery Plan Nazionale dovranno servire a ripensare i fondamentali economici, produttivi, sociali, la struttura amministrativa, quella fiscale e di finanza pubblica del Paese.”

“Abbiamo bisogno di infrastrutture, certo. Ed è già grave il fatto che dopo oltre 20 anni – in alcuni casi 30 – si stia ancora parlando di Terzo Valico, Torino Lione, Napoli Bari, Asti Cuneo, Salerno Reggio Calabria, potenziamento di diversi hub portuali ed aeroportuali merci, trafori alpini ed opere per completare il Piano Ten-T Network Europe legato ai Corridoi intermodali, interventi in ambito portualità e retroportualità.”

Il gap logistico del Paese – ricordo per inciso, 70 miliardi di euro l’anno – non dipende solo dal gap infrastrutturale. E questo “altro” per noi ha tre nomi: semplificazioni, politiche industriali per il Settore, riduzione del cuneo fiscale.

Avere una politica complessiva per la logistica, significa avere un quadro normativo e regolatorio che aiuta, fluidifica e sostiene il trasporto di merci, dati, passeggeri. In Italia contiamo 133 procedimenti amministrativi in capo a 17 diverse pubbliche amministrazioni solo per i controlli merce in ambito portuale. Se estendiamo la mappatura ad autotrasporto, interporti, magazzini, cargo ferroviario e cargo aereo, arriviamo ad oltre 450 procedimenti amministrativi – che riguardano sia merci che vettori – in capo a 35 pubbliche amministrazioni diverse e non coordinate tra loro.”

“Il tempo di trasferimento delle merci è oggi il fattore competitivo più abilitante.”

“Gli oneri burocratici e i ritardi digitali sulla logistica pesano per circa 30 di quei 70 miliardi complessivi. A nostro avviso con il DL Semplificazioni si è persa una grande occasione per iniziare a introdurre almeno alcuni primi, semplici, elementi di semplificazione per il Settore. In questo senso parlavo di un Provvedimento troppo schiacciato sulle modifiche al Codice Appalti. Abbiamo presentato alcune proposte, 3 e a costo 0, anche sul DL Agosto. Speriamo vengano accolte. A partire dalla necessità di introdurre nell’ordinamento civilistico italiano il contratto commerciale delle spedizioni e della logistica.”

“Ma avere una politica per la logistica significa anche aiutare le nostre imprese a stare sui mercati internazionali. Abbiamo lanciato l’idea di una Servizi 4.0, un Provvedimento gemello di Industria 4.0, che aiuti il comparto a crescere. Serve un quadro coerente e semplice di incentivi, agevolazioni, supporto agli investimenti innovativi, alla formazione permanente, ai partenariati pubblico privato, all’internazionalizzazione, all’aggregazione tra imprese, alla costituzione di Centri di Competenza per il trasferimento tecnologico.”

“Siamo l’unico Paese Europeo a non avere “campioni nazionali” in ambito logistico.”

“Delle circa 90 mila imprese logistiche italiane invece, di ogni segmento della supply chain, oltre l’85% ha meno di 5 milioni di fatturato e meno di 10 addetti di media. E meno male che molte aziende multinazionali straniere sono presenti ed operano nel nostro Paese, apportando valore e competitività al nostro sistema economico.”

“Le nostre aziende vanno aiutate a crescere e a consolidarsi.”

“Infine, la “quarta gamba del tavolo”: urge una politica fiscale che soprattutto sul costo del lavoro aiuti ad alleggerire il conto economico delle imprese.”

“Durante il lockdown siamo rimasti sempre aperti e operativi, seppur con contrazioni di traffici significativi: 20% il calo medio dei volumi trasportati. Su 450/480 milioni di Tonnellate merci che il Paese movimenta ogni anno in entrata ed in uscita, significa circa 80 milioni di Tonnellate in meno. In fatturato, fa più o meno 18 miliardi di perdite rispetto agli 85 miliardi del 2019.”

“Ora è il momento di ridurre in maniera significativa il “cuneo fiscale lato imprese”, altrimenti non ne verremo fuori.”

“Ai colleghi del sindacato vorrei lanciare un messaggio. Come voi crediamo nell’unicità del CCNL. Solo un grande contratto inclusivo, in quanto stipulato dalle forze datoriali e sindacali più rappresentative, può fornire risposte alle esigenze organizzative delle imprese e certezza di diritti ai lavoratori.

Solo un grande contratto può stoppare la concorrenza sleale dei contratti pirata che, come ci dice il CNEL, si sta facendo sempre più agguerrita.”

“In estrema sintesi, e concludo: chiediamo oggi all’Esecutivo una nuova stagione di politica economica che consideri la Logistica, nella sua accezione più ampia e trasversale, come il pilastro torno cui costruire il rilancio del Paese. Logistica competitiva per noi significa infrastrutture materiali e digitali, imprese strutturate innovative e competitive, semplificazioni procedurali su controlli di merci e vettori, politiche fiscali premianti, e una visione ambiziosa del ruolo dell’Italia nel commercio internazionale e nella geoeconomia degli scambi.”

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI AIR CARGO ITALY