Le priorità di Negrini (IBAR): “Lettera di vettura elettronica e coordinamento fra aeroporti cargo”

Ibar – Italian Board Airline Representatives è l’associazione che riunisce i principali vettori nazionali e stranieri operanti in Italia, promuovendo e salvaguardando gli interessi dell’industria aerea. AIR CARGO ITALY ha intervistato il presidente dell’associazione, Benito Negrini, Regional Manager Italy di Luxair con una lunga e vasta esperienza nell’aviazione commerciale.

Presidente Negrini per iniziare ci rivela che peso ha la rappresentanza del trasporto aereo merci all’interno di Italian Board Airline Representatives?

“Ad oggi sono 52 i vettori associati a IBAR , tra questi vi sono compagnie dedicate esclusivamente al trasporto merci (Lufthansa Cargo), insieme a diverse altre società che abbinano voli all-cargo al servizio passeggeri. Inoltre tra i nostri soci abbiamo anche AICAI , la Associazione che rappresenta i courier internazionali per i quali l’Italia è rapidamente diventata un mercato di primaria importanza.”

Quali criticità ha individuato IBAR nel cargo aereo in Italia?

“Grazie al buon andamento delle esportazioni, In Italia il trasporto merci per via aerea sta attraversando una fase di crescita soddisfacente. In generale, le cose potrebbero andare ancora meglio se si riuscisse da un lato a snellire i processi documentali legati al trasporto delle merci internazionali e dall’altro, in una prospettiva di medio-lungo termine, ad attuare una politica di investimenti mirati negli scali. Gli aeroporti maggiori devono dotarsi di infrastrutture che permettano di gestire in maniera efficiente la intermodalità con i mezzi di superficie.”

Quali soluzioni propone per risolvere queste criticità?

“L’intero processo deve essere informatizzato. Gli aeroporti con una significativa attività cargo devono a nostro avviso dotarsi di sistemi IT integrati sui quali interagiscano i diversi soggetti che operano in ambito aeroportuale. Da parte nostra intensificheremo gli sforzi per promuovere, in collaborazione con IATA, la lettera di vettura elettronica (e-AWB).”

Quali prospettive di sviluppo vedete invece per il futuro del cargo aereo in Italia?

“L’andamento del traffico merci è tradizionalmente un indicatore affidabile dell’economia di un Paese. Anche questo settore ha vissuto anni difficili ma ora registriamo con compiacimento una crescita dei volumi: il 2016 si è chiuso con un +6%, mentre per il primo semestre del 2017 l’incremento è addirittura a due cifre. Considerando che il cargo aereo è utilizzato principalmente per il trasporto di prodotti e componenti ad alto valore aggiunto, questi dati forniscono una fotografia alquanto incoraggiante per il sistema-Paese.”

Quando e perché è nata IBAR?

“L’Italian Board of Airline Representatives è nata, come molte nostre consorelle fondate all’epoca in diversi Paesi, negli anni ‘60 del secolo scorso su raccomandazione della IATA per dialogare con le istituzioni nazionali a vario titolo coinvolte nel monitoraggio della nostra industria. Nel tempo alle attività istituzionali si è aggiunta quella non meno importante di confronto con i gestori aeroportuali in tema di tariffe: per i nostri associati il contenimento dei costi aeroportuali è di vitale importanza.

Sul fronte della regolazione, che nel frattempo ha travalicato i confini dei singoli Paesi per diventare una questione Europea, siamo parte del network BAR Europe che monitora le attività legislative in ambito EU e il corretto e tempestivo recepimento delle normative europee nei diversi contesti nazionali. Ci interessa molto che i principi di trasparenza e non discriminazione, incardinati nella normativa Europea in tema di gestione aeroportuale, siano rispettati da tutti.”

Nicola Capuzzo