La guerra ferma la ripresa del cargo aereo: -4,5% a marzo

Se a febbraio l’impatto della guerra in Ucraina sull’andamento delle spedizioni aeree ancora non era visibile, i dati di marzo pubblicati da Clive mostrano invece che nel mese, secondo la società di analisi, si è assistito a una “improvvisa interruzione” della ripresa vista fino a quel momento.

Il calo osservato è stato del 4,5% nella domanda rispetto al 2021 (e del 6,5% rispetto al 2019), che si è accompagnato a un declino della capacità del 4% (del 14% rispetto al pre-pandemia). Le più colpite sono state le rotte Asia – Europa dove la stiva si è contratta del 20%. Invariato rispetto a febbraio, per l’effetto combinato delle due tendenze, il dynamic laod factor, che si è attestato al 66% (in linea con le rilevazioni del 2019, ma di 6 punti più basso rispetto al 2021 dove il parametro aveva spesso raggiunto picchi positivi).

Grandi variazioni non si sono viste nemmeno nel livello dei noli, rimasti simili a quelli di febbraio e quindi ancora superiori del 27% a quelli del marzo 2021 (e del 141% a quelli del 2020). Un’altra tendenza invece osservata dalla società a seguito dello scoppiare del conflitto è stato l’aumento dell’offerta di capacità venduta sul mercato spot di breve periodo (ma anche l’aumento dei relativi noli). In particolare le tratte Europa – Giappone sono cresciute nell’ultima settimana di marzo del 50% a 5 euro/kg.

“Marzo ha rappresentato un passo indietro rispetto alla tendenza che abbiamo visto alla fine dell’anno scorso e all’inizio di quest’anno. Ci è stato ricordato quanto sia limitato il controllo che il mercato del trasporto aereo di merci ha sul proprio destino, e come questo sia influenzato dalle tendenze del traffico passeggeri, dalle interruzioni del mercato del trasporto marittimo e dagli eventi geopolitici”, ha commentato Niall van de Wouw, Chief Airfreight Officer di Xeneta, che a inizio 2022 ha rilevato la società di analisi Clive.

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