La domanda di trasporto aereo torna ai livelli del 2019, ma cala ancora la stiva

La domanda mondiale del trasporto aereo di merci è tornata lo scorso gennaio ai livelli pre-Covid, ma il suo sviluppo pieno è ancora ostacolato dalla scarsa capacità di stiva.

È questo in estrema sintesi ciò che dice il report di Iata relativamente all’andamento del primo mese dell’anno. Confrontata con quella del gennaio 2019 (e non con quella del 2020, dato che su questo mese già pesavano gli effetti della pandemia) la domanda di spedizioni aeree è risultata infatti superiore dell’1,1% (e maggiore del 3% a quella del dicembre 2020). Al contempo, la capacità di stiva disponibile risultava non solo ancora inferiore del 19,5% rispetto a quella del gennaio 2019, ma anche in ulteriore contrazione (nella misura del 5%) rispetto a quella rilevata lo scorso dicembre, per via di un nuovo calo dal lato dell’offerta belly.

Relativamente ai soli vettori europei, la domanda registrata in gennaio risulta lievemente inferiore a quella del gennaio 2019 (-0,6%), ma in crescita (+3,1%) rispetto allo scorso dicembre. Una tendenza che fa predire a Iata che il ritorno ai livelli pre-crisi nel Vecchio Continente potrebbe essere stato raggiunto nel mese di febbraio. In linea con quello globale l’andamento della capacità di stiva, che a gennaio risultava del 19,9% inferiore a quella dello stesso mese del 2019.

Una combinazione di dinamiche, quelle relative a domanda e capacità, che secondo il direttore generale e Ceo di Iata Alexandre De Juniac dovrebbe essere “un segnale ai governi” i quali dovrebbero “condividere i propri piani di ripartenza” in modo che il settore possa avere contezza rispetto a “quanto presto altra capacità di stiva potrà tornare disponibile”.

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