La Cina pensa a sviluppare un hub aereo per le merci in Croazia

Cresce inarrestabile l’interesse della Cina sui Paesi che affacciano sul Mediterraneo per lo sviluppo del trasporto merci, non solo navale e ferroviario ma anche aereo. Adesso gli occhi sono puntati sullo scalo di Osijek-Klisa, quarta città della Croazia, e capoluogo della omonima regione e della Baranja, sulla sponda sud del fiume Drava. 

L’aeroporto di Osijek-Klisa è situato presso la località di Klisa, 20 km a est-sud-est della capitale della regione. Il terminal ha una superficie di 1.300 metri quadrati e mediamente ospita tra i 200 e i 400 passeggeri all’ora, circa 100/150.000 all’anno. Dispone di vari servizi aeroportuali e al momento quattro compagnie aeree operano con regolarità da questo scalo della Croazia orientale offrendo voli passeggeri non stop per otto città. Ogni settimana almeno dieci voli nazionali e tre voli internazionali partono e arrivano a Osijek-Klisa. L’aeroporto è di proprietà di Osijek Airport Ltd, interamente a capitale pubblico (55% Republic of Croatia, 25% City of Osijek, 20% Country of Osijek-Baranja).
Nei giorni scorsi, le autorità locali della città di Osijek e Osijek-Baranja hanno discusso le possibili opportunità di potenziali investimenti nell’aeroporto croato con China State Construction Engineering Corporation (Cscec), azienda statale di costruzioni più grande al mondo per profitto, che attraverso la società SHS Aviation con sede a Maribor, in Slovenia, ha già esperienza di gestione aeroportuale appunto dello scalo aereo sloveno. 

Il vice sindaco della città croata, Boris Piližota, ha dichiarato che l’incontro è stato organizzato a seguito di un’iniziativa partita proprio dalla città di Maribor, dove i cinese gestiscono l’aeroporto, in quanto Osijek Airport Ltd ha appunto intensificato la cooperazione con Maribor negli ultimi anni. 
Piližota ritiene che Osijek-Klisa Airport sia decisamente interessante per gli investitori in primo luogo per sua posizione geo-strategica, con quattro capitali situate tutte a soli 250 chilometri di distanza, vale a dire Zagabria, Budapest, Belgrado e Sarajevo, e poi perché l’aeroporto dispone di un enorme potenziale proprio per il traffico merci, aspetto di primaria importanza per l’esportazione cinese in Europa.