La cargo city di Malpensa verso la normalità. Alsea e Anama scrivono a Sea

Photo credit: La Prealpina

Dopo il violento nubifragio che giovedì scorso si è abbattuto sull’aeroporto di Malpensa l’attività presso la cargo city dello scalo sta tornando progressivamente alla normalità anche se per alcuni handler rimane un po’ di lavoro in arretrato da smaltire.

La situazione più critica si è registrata in particolare nella zona nord della cargo city con allagamenti del piazzale e con black out elettrici che hanno interessato soprattutto il magazzino di Alha. Meno critica la situazione per i vicini di Malpensa Logistica Europa (Bcube), per Wfs e per Beta Trans dove le attività, seppure rallentate in certi frangenti, non hanno subito stop degni di nota. Alha, invece, nella giornata di venerdì ha reso noto al mercato che per alcune ore le proprie strutture sono rimaste completamente al buio fino a quando i tecnici di Sea, il gestore aeroportuale proprietario dei magazzini, sono riusciti a risolvere le problematiche. Qualche cambio di programma c’è stato anche per Dhl Express, ultima arrivata alla cargo city di Malpensa in termini cronologici di insediamento, i cui “magazzini non hanno subito particolari problemi e neppure il servizio” ha fatto sapere l’azienda a AIR CARGO ITALY. “Intercettando i nostri aerei in volo abbiamo potuto evitare che atterrassero durante il nubifragio. Anche per il trasporto via gomma, i camion sono partiti regolarmente”.

Nella giornata di domenica Malpensa è stata nuovamente colpita da forti temporali che hanno rallentato le attività in rampa ma dalla giornata di oggi, lunedì 20 settembre, la situazione sembra essere progressivamente tornata alla normalità.

Ciò che è accaduto venerdì ha messo comunque in allarme un po’ tutto il cluster cargo aereo locale che, attraverso le associazioni di categoria Alsea e Anama, ha scritto una lettera al gestore aeroportuale Sea chiedendo un incontro per discutere collettivamente e in maniera costruttiva le azioni necessarie da intraprendere per ‘rimettere a nuovo’ alcune strutture ed evitare che fenomeni meteorologici sempre meno rari possano paralizzare o addirittura bloccare per alcune ore lo scalo varesotto.

N.C.

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