Cargo city di Malpensa crocevia di un traffico di cocaina scoperto dalla Polizia

Sette arresti sono stati eseguiti oggi dalla Polizia di Stato, su richiesta della procura distrettuale antimafia di Milano, nei confronti dei componenti di un’associazione criminale finalizzata al traffico transnazionale e alla distribuzione di ingenti quantitativi di cocaina. L’organizzazione, al cui vertice vi era un latitante di origini calabresi, aveva una base logistica a Busto Arsizio, nel Varesotto, e contava anche su complici addetti allo scarico merci nell’aeroporto di Malpensa per far arrivare in Italia, direttamente dal Sud America, le partite di droga. Oltre alla Lombardia il traffico interessava anche la Sardegna. Lo stupefacente viaggiava in casse di frutta tropicale su voli commerciali provenienti dal Sud America.

Stando all’inchiesta i vertici del gruppo erano M. P., 49 enne di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) latitante dal 2015 con casa a Barlassina (Monza) e S. A. C., 53 enne di Milano originario di Nicotera (Vibo Valentia). Il 49enne, in stretto contatto con trafficanti sudamericani nonostante la latitanza, avrebbe fatto arrivare nel nostro paese svariati chilogrammi di polvere bianca che avrebbe gestito con il 43enne. A reperire la clientela ci avrebbe pensato F. C., un 64 enne di Montebello Ionico (Reggio Calabria) residente a Busto Arsizio. Della droga stipata nell’area cargo dell’aeroporto si sarebbero occupati R. C., 48 anni, e A. G., 51 enne, tutti e due di Lonate Pozzolo (Varese), rispettivamente ex dipendente di una cooperativa scarico merci il primo, tuttora dipendente il secondo. Sempre loro avrebbero consegnato la cocaina nelle mani di altri complici fuori dallo scalo.

Cocaina nascosta in cesti di ananas provenienti da Santo Domingo, sofisticati software per i cellulari e prestanome con auto modificate: erano questi gli accorgimenti utilizzati dal gruppo di trafficanti di cocaina per evitare di finire indagati. In più blitz gli agenti hanno sequestrato loro 45 chilo di droga. A quanto emerso la banda chiamava le partite di droga “pali”, “puntini”, “metri cavi” durante ogni conversazione. I loro cellulari, per non essere intercettati, erano dotati di software in grado di criptare il segnale e cancellare da remoto gli sms. Le auto usate per spostare la droga erano intestate a terze persone e con appositi scomparti per nascondere la Droga. Il tutto, però, inutilmente. Nel luglio del 2006 la Polizia ha arrestato un 30 enne di Busto Arsizio con mezzo chilo di cocaina, appena ritirata a Milano dalle mani uno dei gestori dell’organizzazione. A settembre un ignaro commerciante di frutta tropicale ha scoperto 2 chili di coca tra gli ananas appena scaricati nel suo magazzino di Padova. Si trattava della rimanente parte di un carico da 7 quintali sfuggiti agli addetti dello scarico merci dell’aeroporto di Malpensa, complici dei pusher. A novembre sono finiti in manette un 26 enne di Lazzate (Monza) e un 59 anni di Magnago (Milano), mentre nel parcheggio di un centro commerciale di Saronno (Varese) si stavano passando 2 chili di polvere bianca, su indicazione di due trafficanti.