//Schettini (Alha): “Vogliamo crescere ancora in Italia e abbiamo un focus anche sui mercati esteri”

Schettini (Alha): “Vogliamo crescere ancora in Italia e abbiamo un focus anche sui mercati esteri”

2018-01-31T20:19:53+00:00 10 novembre 2017, 10:37 am|Categories: Italia|Tags: , , , , , , , , , , |

Da poche settimane l’aeroporto di Malpensa ha accolto Alha come nuovo operatore per le attività di handling di rampa e la prima compagnia a scegliere di affidarsi ai suoi servizi è stata Cathay Pacific Cargo. AIR CARGO ITALY ha intervistato Lorenzo Schettini Gherardini, vice presidente esecutivo del gruppo gruppo toscano leader nel settore dei trasporti e della logistica per il cargo aereo, per saperne di più su risultati e prospettive di Alha.

Dott.Schettini partiamo dalle novità recenti: cosa significa per Alha essere diventato handler per i servizi di rampa?

“Diventare fornitore di servizi di handling di rampa significa in concreto poter imbarcare e sbarcare le merci dagli aerei e, grazie anche a questa ulteriore attività offerta alle compagnie aree, possiamo rivolgerci al mercato offrendoci come unico fornitore per i servizi di rampa e di magazzino e questo si traduce in un immediato vantaggio competitivo dato da un coordinamento operativo sinergico. L’intero processo di gestione delle merci, dallo scarico del camion fino al decollo dell’aeromobile (e viceversa per l’atterraggio), costituisce un unico flusso operativo che permette di ottimizzare i tempi di lavorazione e ridurre al minimo le inefficienze”.

In termini economici quanto vale questo investimento?

“Quello che abbiamo appena portato a termine è un investimento quantificabile in circa 2,5 milioni di euro per acquisto e noleggio di attrezzature oltre che per strutturare una divisione dedicata con relativo personale specializzato. Dopo il primo accordo raggiunto con Cathay Pacific Cargo ci aspettiamo nel breve termine di stringere nuovi contratti anche con altri vettori aerei attivi nel business del trasporto merci perché, lo specifico, Alha offre attività di handling solo per il cargo e al momento solo a Malpensa.”

Può dare qualche numero sui risultati d’esercizio di Alha previsti per il 2017?

“Anche grazie a queste novità recenti i risultati del 2017 chiuderanno, proiettando su dodici mesi le prima semestrale, con un fatturato previsto intorno agli 87 milioni di euro e un risultato positivo di poco superiore rispetto al 10% del volume d’affari. Già nel 2016 il fatturato aveva raggiunto gli 85 milioni di euro, in netta crescita rispetto ai 76,3 milioni dell’anno precedente. Le aspettative sui risultati del 2018 sono di ulteriore crescita ma molto dipenderà da se e quanto i volumi di merce trasportata via aerea da e per l’Italia continueranno a crescere come hanno fatto quest’anno.”

Avete altri investimenti in previsione?

“Larga parte dei nuovi investimenti di Alha è rivolta al rinnovamento della nostra flotta di 330 mezzi stradali (includendo in questa cifra anche i sub-vettori) utilizzati per il trasporto terrestre di merci che sempre più spesso devono avere la certificazione Tapa per garantire determinanti standard di sicurezza per il carico richiesti dalle compagnie aeree. Il trasporto su gomma per il cargo aereo si sta evolvendo molto rapidamente e oggi non è più sufficiente offrire semplicemente il servizio di trasporto. Il carico affidato dalle compagnie aeree è spesso di elevato valore e bisogna maneggiarlo con cura e garantendo la massima sicurezza. Se vogliamo rimanere competitivi non possiamo che rinnovare progressivamente la flotta di mezzi stradali.”

Nel percorso di crescita di Alha sono previste apertura all’estero e in Italia o nuove acquisizioni?  

“Nel futuro del gruppo fondato nel 1962 dalla famiglia Ceruti c’è anche un possibile sbarco su mercati esteri anche se ci piacerebbe entrare in paesi non ancora maturi per il business del cargo aereo, quindi emergenti, e potenzialmente preferiremmo fare questo passo insieme a un vettore aereo. Lo sguardo è rivolto in particolare al sud-est Asiatico e al Medio Oriente mentre in Italia, dove Alha opera già tre propri cargo terminal (presso Malpensa, Fiumicino e Prato) e 12 magazzini (sparsi sul territorio nazionale a Pisa, Genova, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, Venezia, Roma, Ancona, Milano Segrate, Prato e Milano Pioltello), da un punto di vista aeroportuale in prospettiva futura potrebbero rivelarsi interessanti gli aeroporti di Venezia e di Bologna sempre per il settore aereo merci. Crescere tramite acquisizioni è anch’essa una possibilità che non escludiamo.”

Nicola Capuzzo

Leave A Comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: