In Francia la compagnia di bandiera sta pianificando con il governo la distribuzione del vaccino

Mentre in Italia ancora tutto tace – il piano per la distribuzione del vaccino anti-Covid sarà presentato dal ministro della salute Roberto Speranza il prossimo 2 dicembre – in Francia la comunità del settore aereo ha iniziato a lavorare fianco a fianco con le istituzioni all’approntamento di una supply chain per la consegna del preparato.

Air France ha spiegato di essere impegnata con altri operatori sotto la guida di Acfa (Air Cargo France Association, che raccoglie aeroporti, spedizionieri, società di handling, corrieri e compagnie) insieme a vari organi statali (precisamente una delegazione della Prefettura di polizia per la sicurezza e la protezione degli aeroporti di Parigi, la Direzione generale delle dogane e l’Autorità per l’aviazione civile) a identificare le principali azioni da attuare per garantire che in particolare l’aeroporto Charles de Gaulle svolga “un ruolo esemplare” nella fornitura e distribuzione del vaccino anti-Covid19.

La compagnia ha evidenziato in particolare come molti operatori attivi nella cargo city dello scalo parigino siano già in possesso della certificazione Ceiv Pharma (Center of Excellence for Independent Validators) o la Gdp (Good Distribution Practices). In aggiunta, Acfa sta altri elementi per assicurare il massimo delle performance nello scalo nella gestione del flusso dei vaccini, concentrandosi in particolare su velocità e sicurezza. L’obiettivo degli operatori è infatti quello di minimizzare i tempi di transito dei preparati nello scalo: e su questo fronte l’associazione ha detto di essere al lavoro con le dogane e per ridurre l’intervallo temporale che passa tra l’atterraggio di un aereo e il caricamento della merce su camion. Rispetto al tema della sicurezza, ha invece evidenziato che le operazioni saranno condotte da operatori con lunga esperienza nella gestione di prodotti farmaceutici.

Oltre a queste iniziative, Acfa ha fatto sua l’auspicio di Iata chiedendo di prevedere negli scali la massima flessibilità rispetto ai diritti aeroportuali in modo da garantire che i voli per il trasporto dei vaccini – tra la Francia e i siti di produzione, ma anche dalla Francia verso paesi terzi che ne avessero necessità – possano seguire rotte dirette.

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