Il Sudoco diventa realtà

C’è voluta una gestazione quinquennale, ma il regolamento per l’implementazione del Sudoco, lo Sportello Unico Doganale e dei Controlli alle merci, è stato approvato in bozza, sotto forma di Dpr, dall’ultimo Consiglio dei Ministri.

Si attua così la previsione della riforma portuale del 2016 che prevedeva che “allo sportello unico doganale di cui all’articolo 4, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono attribuiti, altresì, la competenza nonché i controlli relativi a tutti gli adempimenti connessi all’entrata e uscita delle merci nel o dal territorio nazionale, e che il coordinamento si applica, oltre che sui procedimenti derivanti dall’applicazione delle norme unionali già previsti dal predetto sportello unico doganale, anche su quelli disposti da altre Amministrazioni o organi dello Stato, e che i controlli, ad esclusione di quelli disposti dall’Autorità Giudiziaria e di quelli svolti dagli organi competenti per la sicurezza dello Stato e dalle forze di polizia, sono coordinati dall’ufficio doganale e si eseguono contemporaneamente e nello stesso luogo, e che il predetto sportello unico doganale assume la denominazione di Sportello unico doganale e dei controlli”.

Il testo del regolamento consente al sistema nazionale di proseguire nell’attività di adeguamento alle principali raccomandazioni emanate a livello internazionale in materia di facilitazione del commercio, con riferimento particolare alla trasmissione delle informazioni da parte degli operatori economici una sola volta attraverso un’unica interfaccia e alla necessità di eseguire i controlli contemporaneamente e nello stesso luogo, attraverso il dialogo telematico tra le amministrazioni e gli organi dello Stato coinvolti e gli operatori economici interessati, velocizzando l’espletamento delle procedure e dei controlli e rendendo trasparente l’azione delle amministrazioni cooperanti.

Si formalizza, in sostanza, in capo all’Agenzia delle Dogane il “coordinamento in via telematica di tutti i procedimenti e controlli connessi all’entrata e all’uscita delle merci nel o dal territorio nazionale” (art.1), da realizzarsi “mediante accordi finalizzati all’interoperabilità, tramite il Sistema pubblico di connettività e cooperazione (Spc) tra il sistema informativo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e i sistemi delle amministrazioni e organi dello Stato interessati” (art.2). Gli altri 13 articoli sono dedicati all’operatività dello strumento, con richiamo fra l’altro alla tempistica stabilita nel 2016: un’ora per il controllo documentale e cinque ore per il controllo fisico delle merci.

Già un anno fa il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, aveva assicurato che dì li a breve sarebbe stata formalizzata la completa e reale introduzione in Italia del Sudoco, lo Sportello unico doganale e dei controlli alle merci. “133 controlli con 17 pubbliche amministrazioni nei porti e 400 con 27 pubbliche amministrazioni sull’intero controllo della logistica su base nazionale non fanno onore al nostro Paese e al progetto di modernizzazione che si impone” aveva detto il numero uno delle Dogane in Italia.

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