Il presunto sequestro degli Antonov non impatta sui noli aerei

Katia Rapanà - Pierre Van Der Stichele - Andrea Cossutta (Airnautic Italia)

La vicenda dei cinque aerei An-124 oggetto di presunto sequestro nei confronti della compagnia aerea russa Volga-Dnepr Airlines, diversamente forse da quello che molti addetti ai lavori si aspettavano, non ha avuto effetti significativi sui noli aerei.

Fra i motivi va considerato in primis il fatto che normalmente si tratta di spedizioni fuori sagoma e di peso elevato (extra-large e over-weight) per le quali il viaggio aereo viene ‘fissato’ con largo anticipo. Oltre a ciò non va dimenticato anche l’attuale momento congiunturale non propriamente espansivo, motivo per cui la domanda di spedizioni poco sostenuta dal mondo industriale non contribuisce a far schizzare verso l’alto le rate nemmeno in presenza di una potenziale  riduzione della stiva disponibile.

Andrea Cossutta, direttore generale della società di brokeraggio Airnautic Italia, a AIR CARGO ITALY conferma che “Non ci sono rialzi sensibili dei noli per i voli charter e credo sostanzialmente che questo ipotetico ‘sequestro’ non inciderà assolutamente. Tra l’altro, per via delle forti tensioni diplomatiche da diversi anni in atto con la Russia, nessun aereo di Volga Dnepr è stato o sarà neanche ‘di passaggio’ in Ucraina”.

A queste considerazioni Cissutta poi aggiunge: “Il mercato dei charter è molto sotto media, così come quello del cargo tradizionale, e non si hanno sensazioni ottimistiche nel medio termine soprattutto per aerei tipo An 124. Il mercato oil&gas, che ha sempre sostenuto la richiesta di voli con questi aerei, cerca di avere carichi che siano caricabili su voli di linea e in alternativa usa la nave. L’unica tipologia di aereo che non conosce crisi è l’An 12”.

 

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