Il nuovo piano di Ita nel cargo

Quello rivelato da Report (leggi qua) è un piano industriale lacrime e sangue per Ita, la nuova Alitalia, e a pagare saranno anche i lavoratori visto che si passa dai circa 11.600 dipendenti attuali a 5.200. Metà dei dipendenti rimarrebbero nella vecchia Alitalia (una bad company) con il sostegno statale degli ammortizzatori sociali per poi essere assorbiti progressivamente nella nuova compagnia se il piano funzionerà.

Si parte ad aprile con la metà degli aerei, 52 rispetto ai 114 attuali. Da aprile a dicembre 2021 Italia Trasporto Aereo stima di trasportare 8,2 milioni di passeggeri (obiettivo 22,5 milioni nel 2025) e generare ricavi pari a 920 milioni di euro (con obiettivo 3,35 miliardi nel 2025). Il piano prevede l’abbandono di Milano Malpensa (salvo la possibilità di puntare su aerei full cargo) mentre l’hub principale resterà Roma Fiumicino. Al 2025 il target del vettore è quello di avere, oltre ai 3,4 miliardi di euro di ricavi, un Ebit di 238 milioni di euro (Ebit margin 7%), 93 rotte e 83 aerei di nuova generazione su 100 totali.

A proposito di trasporto merci, il piano conferma quanto preannunciato dall’amministratore delegato Fabio Lazzerini lo scorso autunno: Malpensa potrebbe potenzialmente essere hub del business cargo ma in questa fase la possibilità di puntare su aerei full cargo è ancora solo un’ipotesi. Di conseguenza il grosso delle merci verrà trasportato nella stiva belly degli aerei passeggeri che sfrutteranno Fiumicino come hub principale.

La strategia commerciale si poggia su 4 aree principali, una delle quali è il cargo dove sono riportate le seguenti due linee d’azione: Rafforzamento business belly cargo, in particolare su rotte INC; Ipotesi di valutazione lancio nuovo business full cargo con hub Malpensa.

LEGGI QUA la presentazione del piano industriale di Ita

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