Il Covid mette in scacco i voli merci in Vietnam e Bangladesh

Oltre che all’area merci dell’aeroporto di Shanghai – Pudong, fermo ormai da giorni, il Covid (ma non solo) sta causando seri problemi ad altri scali asiatici. In particolare lo spedizioniere Barbarini&Foglia riferisce di una forte pressione registrata sull’aeroporto Hazrat Shahjalal di Dacca, in Bangladesh, causata sia dal lockdown imposto dal governo, sia dalla festività di Eid-ul-Adha (terminata il 20 luglio), così come da alcuni problemi propri dello scalo.

Tra questi “la mancanza di una delle due macchine da scanner (scansioni RA3)” che ha creato “una lunghissima coda per l’arrivo e carico delle merci”, ma anche la disponibilità di sole 5 (su 18). rampe di scarico di camion. Fenomeni che fanno sì che tra l’arrivo della merce e il suo carico il tempo di attesa sia di circa 4 giorni. A questi disagi vanno ad aggiungersi le cancellazioni di voli decise da alcune compagnie aeree, soprattutto medio orientali. Tra queste Emirates Airlines, passata da 21 voli settimanali a 10, Turkish Airlines (da 3 a 2 voli cargo a settimana), Etihad Airlines (da 21 a 7 voli settimanali passeggeri e la cancellazione di quelli cargo). Anche Db Group ha riferito di avere dirottato merce sulla via aerea date le difficoltà riscontrate nei trasporti marittimi, e di dover fare i conti di conseguenza con congestione, capacità limitata e noli volatili.

La stessa casa di spedizioni di Treviso aveva già messo in allarme la sua clientela nei giorni scorsi rispetto alla situazione del Vietnam, che pure sta facendo fronte a una rapida crescita dei casi di Covid in particolare a Ho Chi Minh City e ha introdotto un severo lockdown nell’area. In particolare le operazioni logistiche nel paese possono continuare ma con molte restrizioni e solo dopo un’autorizzazione rilasciata dalla Polizia o dall’Esercito, ha spiegato la società, evidenziando che “sono attesi enormi ritardi sia nei porti e negli aeroporti a causa della presenza ridotta di personale”.

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