Il covid ha fatto decollare l’aviocamionato

Diversi operatori del trasporto stradale al servizio del cargo aereo hanno riferito a AirCargoNews di aver vissuto un certo incremento delle attività durante la crisi sanitaria.

Un rappresentante della lussemburghese Road Feeder Service ha parlato di un aumento di km percorsi pari al 19% in marzo e al 22% in aprile, a causa del duplice effetto del boom della richiesta di prodotti medici e farmaceutici e della drastica riduzione dei voli operati, in particolare di quelli passeggeri dove spesso queste merci viaggiano.

Una valutazione che coincide con quella di Stefano Craviotto, branch manager della cooperativa CTV2000, che in un post su LinkedIn ha spiegato come nelle fasi più acute dell’emergenza sia stato “necessario sfruttare al massimo tutte le coincidenze tra i pochi voli disponibili, per questo il trasporto su gomma ha ricoperto un ruolo da protagonista. I camion hanno colmato le distanze tra gli aeroporti, rendendo possibili trasferimenti che con i soli aerei non sarebbero stati realizzabili”.

Craviotto ha poi aggiunto che CTV 2000 in particolare ha risposto a queste difficoltà “rinforzando le linee dall’Italia verso i principali scali merci del nord Europa come Zurigo Francoforte Amsterdam e Bruxelles, sia per materiale perishable che general cargo”.

Altri operatori hanno detto anche di avere riscontrato una variazione delle merceologie trasportate. Sempre su AirCargoNews la società britannica Cranleigh Freight Services, solitamente attiva nei trasporti di macchinari per l’industria dell’oil&gas, ha detto di essersi dedicata, durante l’emergenza, al trasporto di DPI per gli ospedali del paese.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI AIR CARGO ITALY