Il cargo di Alitalia è decollato senza Etihad

Da quando, a fine marzo del 2018, Alitalia ha ripreso direttamente in mano la gestione delle spedizioni merci fino a quel momento affidate al partner Etihad, il business è decollato. Lo dicono i numeri riportati nelle relazioni trimestrali che i commissari di Alitalia in amministrazione straordinaria (Enrico Laghi, Stefano Paleari, Daniele Discepolo) sono tenuti periodicamente a redigere. L’obiettivo era quello di un “ritorno alla gestione diretta delle attività commerciali relative al trasporto merci su tutto il network al fine di rilanciare il brand Alitalia Cargo in Italia e nel mondo”.

Fra aprile e giugno del 2018 i ricavi di Alitalia derivanti dal business cargo erano pari a 28,1 milioni di euro, in crescita del 9,1% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, nel trimestre successivo (luglio – settembre 2018) erano ulteriormente cresciuti (+9,86%, sempre rispetto allo stesso trimestre) attestandosi a 29,98 milioni di euro e negli ultimi tre mesi dell’anno scorso avevano raggiunto i 32,23 milioni di euro (+13,1%). La somma dei nove mesi supera i 90 milioni di euro (90,31 per la precisione) e ciò dimostra che le entrate dal business merci per la compagnia aerea oggetto attualmente di salvataggio superano abbondantemente i 100 milioni di euro ogni anno.

I numeri del 2019 ancora non sono disponibili ma i commissari straordinari alcuni mesi fa hanno fatto sapere che nel primo trimestre di quest’anno il fatturato legato al settore cargo è aumentato rispetto a dodici mesi prima dell’1,9%. E ciò a dispetto di un andamento congiunturale certamente non favorevole.

A riprova delle grandi potenzialità di crescita che avrebbero le attività della compagnia aerea nel settore del trasporto merci, le trimestrali dei commissari straordinari informano che “nel 2018 c’è stata la creazione della nuova organizzazione Alitalia Cargo e il lancio di un’innovativa organizzazione vendite, quest’ultima prevede un nuovo modello fondato sul principio di garantire una maggiore e tempestiva efficacia dell’azione commerciale”.

Più nel dettaglio le relazioni della gestione commerciale informano che è stato “completato il processo organizzativo finalizzato alla gestione diretta del business cargo in Alitalia iniziato a fine marzo (2018, ndr) con il passaggio della gestione della capacità da Etihad ad Alitalia. Il mercato Italiano è ora gestito attraverso una organizzazione che copre tutte le attività commerciali, di revenue management e di supervisione operativa. Nel corso del terzo trimestre è stato introdotto il nuovo sistema di Revenue Management finalizzato alla massimizzazione dei ricavi e della profittabilità cargo, ed è stato avviato lo sviluppo del nuovo sistema di supporto alle vendite (CRM), che include anche lo sviluppo di alcune funzionalità del sito web”.

Da un punto di vista operativo i commissari rendevano noto sempre a proposito del 2018 che “è stato avviato il processo per la certificazione IATA relativa al trasporto dei prodotti farmaceutici ad alto yield. Confermato anche il percorso di sviluppo della rete di feederaggio camionata in Europa con l’apertura della stazione di Vienna a fine settembre che si aggiunge alle stazioni di Francoforte, Monaco e Zurigo già attive da inizio giugno. I risultati del terzo trimestre del 2018 confermano il posizionamento in termini di market-share dall’Italia sulle maggiori destinazioni intercontinentali servite dal network di Alitalia, che si attestano a 14,5% con punte del 15,2%”.

La compagnia aerea italiana di bandiera sembra essere dunque sulla rotta giusta per raggiungere, nel cargo, “l’obiettivo strategico di riposizionare Alitalia come principale player del settore in Italia”.

Nicola Capuzzo

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