I numeri della logistica conto terzi in Italia nell’ultimo anno

La cosiddetta contract logistics, vale a dire le attività di logistica merci conto terzi, conferma la sua crescita nel 2018, con un fatturato previsto di 84 miliardi di euro, +0,7% in termini reali rispetto all’anno precedente. Un valore, questo, che mostra un consolidamento del trend positivo degli ultimi cinque anni (+0,6% nel 2018, +1,3% nel 2017, +1,7% nel 2016, +0,7% nel 2015). Le previsioni 2019 rivelano un ulteriore lieve aumento in termini assoluti del fatturato, che a fine anno dovrebbe raggiungere quota 84,5 miliardi di euro, ma con un rallentamento del trend di crescita in termini reali (-0,2%) a causa dell’incertezza nel quadro nazionale ed internazionale. Il fermento del settore è testimoniato da 76 di operazioni di fusione e acquisizione nel periodo 2015-2019 che hanno coinvolto fornitori di servizi di logistica internazionale (41% dei casi) e nazionale (59%), con oltre 500 milioni di fatturato complessivo delle aziende acquisite nel corso dell’anno. I dati emergono dalla ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano presentata ieri. La sessa ricerca informa che sul mercato si diffondono tecnologie per la “Logistica 4.0” che automatizzano attività di trasporto e di magazzino, permettono l’acquisizione di dati e stanno trasformando profondamente organizzazioni e ruoli della logistica, spingendo la domanda di nuove competenze soprattutto per l’analisi dei dati, l’automazione e l’intelligenza artificiale.

I fornitori di servizi logistici iniziano a inserire profili 4.0 come Big Data Analyst, Digital Transformation Manager, Informatico logistico, Informatico dell’automazione, Innovation manager e AI Specialist. Cresce l’attenzione alla sostenibilità, con diverse soluzioni di efficienza energetica nei magazzini come l’introduzione di carrelli con batterie agli ioni di litio, l’uso di sistemi di ricarica batterie ad alta frequenza, sensori per il rilevamento del movimento e soluzioni per l’isolamento termico. Nel subappalto per la gestione dei magazzini prevale ancora il ricorso alla cooperativa (scelta dal 50% di aziende che si affidano a una sola soluzione), ma aumenta l’eterogeneità dei modelli adottati: il 70% degli operatori oltre alle cooperative sceglie di aumentare il personale dipendente, si affida a Agenzie per il Lavoro o Srl. La crescita del fatturato è trainata dai grandi operatori, che mostrano un incremento del 6,3% dal 2016 al 2017, mentre la redditività rimane stabile al 3,9%. Continua la spinta della logistica in outsourcing, che raggiunge un valore di 47,5 miliardi di euro (+2,2 miliardi sul 2016) e rappresenta il 41,7% delle attività logistiche (+12,9% rispetto al 2009). La “strategic contract logistics”, cioè l’esternalizzazione di una parte rilevante del processo logistico a un unico fornitore, cresce più del mercato complessivo (+17,5% in otto anni), toccando quota 9,6 miliardi di euro su un valore totale del mercato logistico pari a 113,8 miliardi di euro. Resta stabile a poco più di 97mila, il numero di imprese attive nel settore, tra cui si rileva da un lato la ripresa del numero di autotrasportatori (+0,5%) e dall’altro la contrazione di spedizionieri (-4,8%) e operatori logistici (-3,4%). «La logistica si conferma un settore in fermento, con fatturato e volumi in crescita, spinto da soluzioni per l’efficienza energetica e applicazioni di Logistica 4.0» ha affermato Marco Melacini, responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics. «Per cogliere le opportunità della rivoluzione 4.0 è necessario lavorare su nuovi modelli di organizzazione aziendale e sulla gestione delle informazioni. Nei prossimi anni la sfida degli operatori riguarderà la capacità di porsi non solo come gestori di flussi fisici, ma come integratori e garanti della qualità dei flussi informativi per i processi interni e lungo la filiera». Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio Contract Logistics, ha aggiunto: «La logistica 4.0 richiede un’evoluzione delle competenze già presenti in azienda, soprattutto nei ruoli decisionali, che devono essere in grado di innovare i processi e prendere decisioni basate sull’analisi dei dati, e necessita di nuove abilità legate a Big Data, intelligenza artificiale e automazione. Ma focalizzarsi sulle tecnologie non è più sufficiente per rispondere alle sfide del mercato: la capacità di unire tecnologia e organizzazione, adattando i nuovi strumenti ai diversi contesti e investendo sulle persone e sullo sviluppo di competenze, è la base per la logistica di domani».

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