“I noli restano volatili, ma le spedizioni aeree sono ai livelli pre-Covid”

In dieci mesi il mercato delle spedizioni aeree globali “ha completato la sua ripresa” ed è tornato ai livelli pre-Covid. Il messaggio ottimistico, basato sulle rilevazioni relative al febbraio 2021, arriva Clive Data Services.
Secondo la società di consulenza e analisi, nel mese scorso in termini di peso tassabile globale le spedizioni sono state inferiori solo dell’1% a quelle del febbraio 2019 (e superiori del 2% a quello del febbraio 2020, già però piagato dai primi effetti dell’emergenza sanitaria). La capacità disponibile è stata invece inferiore dell’8% a quella del febbraio 2019 (e del 5% a quella del febbraio 2020). Parallelamente, il ‘dynamic loadfactor’ (indicatore che tiene conto sia del volume che del peso delle spedizioni) è stato superiore del 5% a quello del febbraio 2019 (e del 9% a quello del febbraio 2020).
Niall van de Wouw, managing director della società di consulenza, ha evidenziato come molti aerei passeggeri (e la loro capacità belly) siano ancora a terra, in un contesto di domanda crescente, e “potrebbero iniziare a trasportare merci”, ma anche che “dati gli alti rischi finanziari, quando si tratta di aggiungere capacità le compagnie tendono a seguire il mercato anziché provare a stimolarlo”.
La combinazione di queste dinamiche continua a tenere su livelli elevati le rate di nolo. Robert Frei, Business Development Director del Tac Index, ha evidenziato anche che: “La volatilità rimane alta, anche nello stesso mese e, considerati i prezzi molto più elevati di un anno fa, sta avendo un impatto importante”. Il contesto è quidni “molto rischioso” per gli spedizionieri, tanto che la volatilità può essere causa di perdite sui margini lordi “dell’8-10%”. Per questo motivo secondo Frei in questa fase è un'”assoluta necessità” avere aggiornamenti anche settimanali sull’andamento dei noli.

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