I noli alti spingono fuori dall’Italia i frutti della passione vietnamiti

Photo by Karolina Kołodziejczak on Unsplash

Gli elevatissimi livelli raggiunti dai noli del trasporto aereo stanno ridisegnando le rotte dell’export di frutti della passione dal Vietnam, portando i produttori anche a optare per la conservazione o a prediligere altre colture.

Tra le ‘vittime’ di queste scelte c’è anche l’Italia, uno dei mercati europei – insieme a Francia, Paesi Bassi, Germania e Spagna – cui sono solitamente destinati tramite trasporto aereo (data l’alta deperibilità) i prodotti di categoria premium, come spiegato sulle pagine del sito specializzato FreshPlaza da Mandy Bui, responsabile di Moc Chau Highland JSC, azienda che nel paese asiatico realizza diverse colture.

“Prima della pandemia”, ha ricordato, “c’erano molti voli giornalieri e la logistica non era un problema. Ora il trasporto aereo è diventato costoso e la disponibilità è limitata. Attualmente domanda e offerta sono stabili, ma inferiori rispetto agli anni pre-coronavirus”. Due le strade che l’azienda sta cercando di percorrere per salvaguardare le vendite: la prima è quella di evitare i paesi europei, puntando invece a commercializzare i prodotti verso nuovi mercati come quelli di Asia, Medio Oriente e Dubai, dove però i prezzi sono più bassi e c’è più concorrenza. L’altra è quella di trattare parte della produzione di passion fruit tramite procedimenti di conservazione in modo da poterla poi recapitare in Europa via mare. Secondo Buy, minori volumi di esportazione stanno però spingendo i produttori anche vero una terza via, ovvero quella dell’abbandono della coltivazione del frutto della passione a favore della produzione di colture come caffè, mais e soia.

Il problema del costo elevato del trasporto aereo, in particolare per gli effetti dei rialzi sulle tariffe del carburante anche a causa della guerra in Ucraina, è comunque sotto analisi anche da parte del governo vietnamita. Secondo VietnamNet, il Ministero delle Finanze, di concerto con altri dicasteri, ha elaborato un piano, ancora in bozza, che prevede la riduzione della tassa per la protezione dell’ambiente che gravava su vari carburanti. In particolare per quella sul cherosene è previsto uno sconto di circa 3 centesimi di dollaro a litro.

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