Genova studia un piano per il cargo aereo in sinergia col porto

Complice la legge 130 ‘Per Genova’, che apre la strada alla realizzazione di una zona logistica semplificata , l’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova sta lavorando sottotraccia con Spediporto, l’associazione che riunisce gli spedizionieri del capoluogo ligure, a un grande piano di sviluppo del traffico merci nello scalo. Lo riferisce l’edizione locale di Repubblica, cui la notizia dell’esistenza del piano è stata confermata direttamente dal presidente dell’aeroporto Paolo Odone, che ha parlato di un progetto integrato con l’attività del porto e che potrebbe coinvolgere aree intorno al Colombo, tra cui quelle ex Ilva.

Il modello citato da Odone è quello di altre grandi città portuali tedesche, “con i pezzi di ricambio delle auto che arrivano via nave e poi vengono assemblati nelle aree retroportuali”. Da parte sua anche Spediporto ha confermato del lavoro, portato avanti negli ultimi mesi con molta discrezione, per mettere in campo “un consorzio di imprese formato da una trentina di spedizionieri genovesi”, precisando che “non parliamo solo di container, ma anche di crociere e di provveditorie e guardiamo a una valorizzazione complessiva di spazi in ambito portuale, aeroportuale ed estendibili alla Valpolcevera”.

Complessivamente nel 2018 l’aeroporto C. Colombo ha gestito un traffico cargo di circa 2.875 tonnellate (+11,4% sull’anno precedente), mentre nel primo semestre del 2019 i suoi volumi si sono fermati a quota 1.261,9 tonnellate, in declino del 13% sullo stesso periodo dell’anno precedente.

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