GDA Handling: pronta per il rilancio nel cargo

Massimo Roccasecca

(La seguente intervista è tratta dall’inserto speciale appena pubblicato da AIR CARGO ITALY e dedicato agli handler aeroportuali italiani attivi nel cargo)

“Handling aeroportuale merci in Italia” (FREE DOWNLOAD)

 

Gabriele D’Annunzio Handling (Gda Handling) è un handler aeroportuale interamente controllato da Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca Spa e attivo negli scali di Verona e Brescia.

Al fine di soddisfare le moderne necessità logistiche, l’aeroporto di Brescia ha privilegiato lo sviluppo di infrastrutture e caratteristiche tipiche di un aeroporto specializzato nel cargo. Il Cargo Center è all’avanguardia per la migliore gestione del trasporto aereo ed è in grado di accogliere le sfide proposte dal mercato. Fra i suoi ‘fattori chiave’, lo scalo bresciano evidenzia: ottima connettività (rapido e diretto accesso al più importante network autostradale italiano), operatività 24/7, segregazione operativa per tipologia di prodotto, alta specializzazione nel segmento E-commerce e disponibilità di vasti spazi (attrezzati e non) per accogliere la crescita attesa dei volumi.

 

Intervista Massimo Roccasecca – amministratore unico di Gda Handling e cargo director di Garda Airports

Gda Handling che ruolo ha all’interno degli aeroporti controllati dal Gruppo Save?

“Da metà maggio sono stato nominato, oltre che cargo manager dell’Aeroporto Gabriele D’Annunzio di Brescia, anche amministratore unico della società Gda Handling (Gabriele D’Annunzio Handling) che si occupa della movimentazione delle merci in aeroporto e del carico e scarico degli aeromobili. La società, avendo recentemente esternalizzato le attività di Verona al Gruppo Alha, concentra la propria attività solo su Brescia dove le potenzialità di crescita sono molto elevate. Dal mio arrivo in azienda nell’estate del 2018 abbiamo proceduto a fare, all’interno del Gruppo Save, un’attenta rivisitazione delle attività.”

Quale piano è emerso da questa rivisitazione?

“L’aeroporto di Venezia in ambito cargo è quello dedicato ai voli internazionali e in particolare intercontinentali dove le merci viaggiano nelle stive degli aerei passeggeri. Il Marco Polo ha un piano di sviluppo che traguarda il 2025 e che prevede di triplicare le aree a disposizione dello scalo. Una di queste sarà dedicata alle attività merci e sorgerà in testa all’aeroporto con la possibilità, oltre che l’auspicio, di attirare anche vettori all-cargo.

Per quanto riguarda Treviso l’aeroporto non svolge particolari attività nel cargo mentre a Verona un traffico esiste, soprattutto grazie alle compagnie aeree che garantiscono rotte locali e continentali. Oltre a ciò, come detto, abbiamo terziarizzato la gestione del magazzino ad Alha cui spetterà dunque il compito di attrarre e movimentare merci.”

I maggiori sforzi nel cargo si concentrano soprattutto su Brescia?

“Brescia rappresenta un caso a parte all’interno del Gruppo Save. Da mesi lavoriamo con un vettore, TopJets Worldwide, che a un anno di distanza dal suo insediamento si prepara a far partire da settembre un collegamento fra Brescia e l’Inghilterra. A seguire, poi, ha in programma di offrire voli passeggeri verso l’America. Il focus di Brescia, però, per i prossimi anni sarà soprattutto il cargo e in questo scalo ci sono il know how e le attrezzature per riuscire a far decollare questo business.

Intanto non va dimenticato che il D’Annunzio è l’hub di Poste Italiane e che uno dei magazzini dell’aeroporto è stato subaffittato a Dhl. Oltre a ciò, che rappresenta la base di partenza, stiamo lavorando per ingaggiare qualche compagnia che opera aerei freighter a utilizzare Brescia come alternativa ad altri scali maggiormente congestionati, o comunque dove le attività di carico e scarico dei mezzi stradali richiedono tempi lunghi. Un aspetto sul quale commercialmente intendiamo puntare in futuro è quello di evidenziare agli operatori del settore spedizioni aeree che Brescia, grazie all’autostrada BreBeMi, è raggiungibile dalla zona di Segrate in un tempo molto inferiore rispetto allo scalo di Malpensa.

Il rilancio del business merci a Brescia non è in discussione secondo lei?

“Lo sviluppo del cargo a Brescia non è una questione di ‘se avverrà’ ma ‘quando avverrà’, perché siamo sicuri che i vettori freighter arriveranno. Come Gda Handling per ora manteniamo la produzione diretta dell’attività di handler ma nel giro di poco tempo ci aspettiamo di raggiungere volumi sufficienti per aprire anche all’ingresso di un secondo fornitore di servizi.

L’estate scorsa a Brescia sono stati investiti 8 milioni di euro per rifare integralmente l’asfalto della pista e un gestore una spesa come questa non la sostiene se non crede nelle prospettive dell’aeroporto. Il piano d’investimenti futuri complessivamente vale 160 milioni di euro e traguarda il 2025 e oltre: si partirà dal realizzare di nuove infrastrutture, fra cui un magazzino per il general cargo.

La priorità assoluta in questo momento è quella di alimentare una crescita dei volumi tale da giustificare il piano di sviluppo pronto a essere avviato. Nel lungo termine, poi, si può anche ragionare su un ipotetico allungamento di 500 metri della pista di decollo e atterraggio ma solo se il mercato giustificherà un intervento di questo tipo.”

Che tipo di nuovo magazzino sorgerà?

“Il magazzino che sarà realizzato è ancora da valutare e progettare bene. Di certo non potrà essere una struttura ‘tradizionale’, servirà elevata automazione perché i magazzini già oggi non servono praticamente più la posta tradizionale ma i prodotti distribuiti all’e-commerce. Il mercato sta cambiando e i nuovi centri distributivi dovranno essere realizzati ad hoc per le merci destinate a essere movimentate. Idem dicasi per le attrezzature di rampa che richiedono valutazioni attente e mirate in base agli aerei e ai traffici che si intendono servire.”

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