Fra Asia ed Europa il treno fa sempre più concorrenza a nave e aereo

Il trasporto ferroviario merci fra Asia ed Europa, seppure muova volumi molto limitati, sta comunque confermando di ritagliarsi un ruolo crescente rispetto alla nave e all’aereo.

In occasione di un webinar organizzato dal Propeller Club di Trieste Federico Pittaluga, amministratore delegato di Medlog, ha detto che è stata “raggiunta la saturazione dei treni dall’Asia verso l’Europa. Qualche slot libero ancora si trova in direzione contraria”. Poi ha aggiunto che “un paio di mesi fa il nolo per un container trasportato via ferrovia lungo questa direttrice era di oltre 8.500 dollari, mentre ora è raddoppiato a 15.500 dollari e le tariffe stanno ancora salendo”. Un incremento della domanda è dovuta sia alla scarsa capacità e affidabilità (rispetto dei tempi) dei servizi di linea via mare, sia da vicende come il blocco del canale di Suez o altre situazioni di congestione in alcuni porti. Il treno si rivolge “soprattutto, oltre alle merci sensibili, anche al project cargo”.

Nicola Cavasin, manager di Rail Cargo Group ed esperto proprio di trasporti ferroviaria sulla nuova Silk Road, ha aggiunto che “in questi primi mesi del 2021 è stato raggiunto il tetto massimo di treni merci che la Cina può operare (1.100 treni/mese)”. Per questo motivo Rail Cargo, così come alcune compagnie marittime (Maersk e Msc) sta cercando di dirottare maggiormente a nord, attraverso la Russia, il transito di treni merci.

Cavasin ha inoltre confermato che ad oggi i flussi di merci sono ancora sbilanciati maggiormente sulla tratta westbound “anche se – ha specificato – con l’aumento dei noli marittimi molti carichi project, quindi impiantistica, ma anche macchinari e arredamento hanno alimentato la domanda di treni verso est”.

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