In Italia necessari oltre tre mesi per incassare i crediti nella logistica

Con un tempo medio di incasso dei crediti commerciali di 98 giorni e di pagamento dei debiti ai fornitori di 124 giorni (dati 2016), il mercato potenziale del Supply Chain Finance in Italia è pari a 637 miliardi di euro (di cui il 74% di crediti verso clienti e il 26% verso le consociate), il più importante in Europa, di gran lunga superiore a Germania (582 mld), Francia (529 mld), Regno Unito (411 mld), Spagna (341 mld) e Olanda (170 mld). Il mercato servito, però si ferma solamente al 23% del totale (il 29% se si considerano solo i crediti verso i clienti), pari a oltre 146 miliardi di euro.

Lo rivelano i risultati della ricerca dell’Osservatorio Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano presentata recentemente a Milano che evidenziano come questo mercato per il momento sia ancora dominato da soluzioni tradizionali, come l’anticipo fattura, cioè il finanziamento delle fatture non ancora riscosse che passa dagli 87 miliardi del 2015 ai 75 del 2016 (-13,8%), e il factoring, la cessione di crediti commerciali vantati da un’azienda verso i debitori che sale del +6,6% a quota 58 miliardi. Nell’ultimo anno però a crescere è stato soprattutto il reverse factoring, che permette ai fornitori di sfruttare il merito creditizio di un’azienda cliente per ottenere prezzi più bassi (3 miliardi, +7%), mentre hanno preso piede anche nuove soluzioni innovative come l’invoice auction,  il purchase order finance, il dynamic discounting e l’equipment finance, di cui si prevede una forte crescita grazie al boom del fintech e all’impiego di tecnologie innovative come blockchain, big data e internet of things.

La necessità di trovare nuove forme di finanziamento per le imprese per sfruttare le potenzialità offerte dal credito di filiera attira nel settore nuove imprese innovative: sono state analizzate oltre 100 startup internazionali in ambito Supply Chain Finance, di cui 15 italiane, che puntano a velocizzare e digitalizzare la gestione dei crediti commerciali con servizi rivolti prevalentemente alle PMI. E diventa sempre più importante il ruolo degli operatori logistici, che, oltre a gestire il flusso fisico della merce dei loro clienti, hanno una visibilità costante sui flussi informativi e finanziari della filiera.

“La ricerca mostra come il Supply Chain Finance in Italia sia ormai una realtà affermata, che evolve verso nuove prospettive”  commenta Federico Caniato, direttore dell’Osservatorio Supply Chain Finance. “Il mercato servito si consolida, con un’attenzione crescente verso le soluzioni innovative, anche se quello potenziale resta ancora molto rilevante, con grandi opportunità ancora da cogliere in particolare per il supporto delle PMI. C’è fermento per l’ingresso di nuovi attori sul mercato, soprattutto operatori internazionali e startup che offrono servizi snelli basati su piattaforme digitali”.

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