Etihad taglia i costi e lascia a terra cinque aerei cargo

Per la compagnia aerea Etihad Airways il 2018 è iniziato all’insegna della razionalizzazione dei costi. 

Un articolo del Corriere.it evidenzia il fatto che il vettore con sede ad Abu Dhabi ha deciso di lasciare a terra cinque Airbus A330 versione cargo, tenendo in servizio gli altri Boeing 777F, per una questione di risparmi di costi, anche se ufficialmente la società fa sapere che la riduzione è conseguenza di una normale attività prevista per il periodo. In generale, scrive il Corriere, le attività cargo generano ricavi pari a circa un miliardo di dollari per Etihad Airways. La messa negli hangar degli A330, secondo il database Flight Fleets Analyzer, potrebbe significare una diminuzione delle attività di trasporto aereo merci nelle aree Europa, India, Asia-Pacifico e Africa.

L’articolo in questione sottolinea che ai piloti di Etihad è stato proposto fino a un anno e mezzo di riposo non retribuito, cinque aerei merci come detto sono stati lasciati a terra, contratti di fornitura dei servizi vengono terminati da un giorno all’altro ed è stato imposto uno stop ai nuovi ordini di velivoli oltre all’ intenzione di rinegoziare i termini di consegna di quelli già commissionati, magari bloccando l’ingresso dei 169 jet previsti. “Sono mesi davvero difficili, questi, per Etihad Airways, la compagnia araba che fino a maggio deteneva anche il 49% di Alitalia. Dopo aver chiuso il 2016 con una perdita di 1,87 miliardi di dollari — a causa soprattutto dei travagli della compagnia italiana e della fallita Air Berlin — e aver defenestrato l’amministratore delegato James Hogan, nel quartier generale di Abu Dhabi hanno avviato nei mesi scorso un piano di risparmi e una revisione generale della strategia” si legge sul Corriere.

Per gli analisti la concorrenza di Emirates (basata a Dubai) e di Qatar Airways (a Doha), così come gli investimenti fallimentari in compagnie come Alitalia, Air Berlin e Etihad Regional (in Svizzera) ha affossato i conti della compagnia aerea con sede ad abu Dhabi. Il nuovo amministratore delegato Tony Douglas ha fatto capire chiaramente che sono finiti i tempi degli investimenti mirati in altre compagnie aeree, mentre diversi analisti del Golfo sostengono che nei prossimi mesi si potrebbe arrivare a una fusione tra le due compagnie degli Emirati Arabi Uniti, Emirates ed Etihad.

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