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Almeno quattro in corsa per la privatizzazione dell’aeroporto di Trieste

2017-12-31T17:18:42+00:00 31 dicembre 2017, 5:17 pm|Categories: Estero, Italia|Tags: , , , , , , , , , , , , , |

Le società che gestiscono gli aeroporti di Roma, Milano, Bergamo e Venezia sarebbero interessate a rilevare il 45% dell’aeroporto di Trieste che a brevissimo verrà privatizzato. Oltre agli interessati italiani ci sarebbe anche il Gruppo Fraport, gestore dello scalo tedesco di Francoforte.

Lo riporta Il Piccolo di Trieste precisando che l’iter per la privatizzazione di Trieste Airport, azienda attualmente in mano alla Regione Friuli Venezia Giulia, procede secondo programma. 

L’iter ha avuto avvio con la delibera di giunta con cui la Regione ha dettato le linee guida alla società Aeroporto Friuli Venezia Giulia per la procedura di cessione del 45%, con opzione di acquisto di un ulteriore 10% al verificarsi di prestabilite condizioni di crescita, da riscontrare in un periodo non inferiore ai tre anni. L’investimento necessario per rilevare questo il 45%, in considerazione della ristrutturazione societaria degli ultimi due esercizi, secondo le prime stime si dovrebbe aggirare intorno ai 30 milioni. La selezione, si legge in delibera, dovrà indirizzarsi a primari investitori di mercato, di profilo nazionale o internazionale, in grado di supportare gli investimenti 2016-20 e di migliorare le previsioni dei principali parametri tecnico-economici del piano industriale, quello che punta al milione di passeggeri (alla luce del +8,4% da gennaio a novembre e del sicuro superamento delle 800mila presenze a fine anno, a Ronchi si punta ad arrivarci già nel 2018).

L’Aeroporto è la stazione appaltante e, nel rispetto del nuovo codice degli appalti, ha quindi provveduto a incaricare il consulente tecnico, la Kpmg, e il consulente legale, lo studio Dentons. «L’impalcatura del bando è quasi completata», fa sapere il presidente Marano spiegando che si tratterà poi di ottenere le autorizzazioni di Enac, ministero dei Trasporto e Mise. L’obiettivo è di lanciare la gara entro il mese di febbraio, per una vendita da concretizzare in primavera. «Nel rispetto del piano industriale – spiega ancora Marano – vogliamo che chi entra sia un operatore industriale che, oltre alle competenze del settore, abbia anche un network particolarmente robusto». Premesse che consentono almeno di ipotizzare i concorrenti. Tanto più che uno dei paletti potrebbe essere quello di un traffico non inferiore ai 10 milioni di passeggeri l’anno, rispettato solo da quattro aeroporti italiani.

A proposito di trasporto aereo cargo l’aeroporto di Trieste a fine novembre aveva ospitato un Antonov AN124 che ha trasportato in Friuli due motori del peso di circa 38 tonnellate ciascuno.

Leggi l’articolo de Il Piccolo

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